Il segreto del tempo

di Giampaolo Centofanti

Poesie nelle quali faccio cantare tante persone, in una persino Gesù. Spesso parla direttamente il protagonista, anche dove non è citato un nome. Sono storie inventate, nate però dalla vita di un prete che vive, cresce, in mezzo alla gente e ne sente il canto. “Maria da parte sua custodiva tutti questi fatti-parole lasciandoli condiscendere nel suo cuore” (Lc 2, 19).

Il segreto del tempo

Sparsi villaggi per i colli
specchiano qua e là raggi
del tramonto. Come fitte
lancinanti di luce o grida
di perché rivolte al cielo.
E velano e rivelano il segreto
del tempo, di ogni sentimento
umano che parla nel silenzio
e attende la risposta di qualcuno
chiedendola all’eterno.

Ritrovamenti

Lungomare delle cose svanite
e di quelle attese,
le bianche case, ormai lontane.
Quanto tempo perso nelle notti chiuse,
altrove, per lande desolate come il cuore.
Ora invece, piccole increspature,
le onde sono carezze, le nubi dileguate,
come un prodigio dell’estate che viene.
Sereno cammino sulle acque.

Taumaturgia dell’innesto della vite

Come gli inganni e le ferite del tempo
i giochi di luce che parevano tralci.
Ma il vecchio era stanco di voltare
il capo verso cose ormai svanite.
Qual messa ora l’innesto della vite,
lui come un prete nel rosso tramonto.

La fede e il mero fare

Su quel poggio nella sera leggera
– sparse nubi al tramonto del sole,
colli e piane per poco infiammate –
mi portava il tempo nella pace.

Non più inganni le voci confuse
nel cuore o portate da venti
di scienze ferite, potere,
in quei raggi tutto era mite.

Eran luci che tingevano cose
di vedute inattese e campi arati
come alfin respirare
l’aria persa nell’ansia del fare.

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Un pensiero su “Il segreto del tempo

  1. S&R

    Una limpida serenità per la certezza di una Presenza: è l’emozione che suscitano in me questi bei versi.

    Rispondi

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