Lo stato dell’arte. Eleonora Nitti Capone

L’umanità ed il mondo, come ogni cosa del creato, conoscono un’esistenza sostanziata di movimenti oscillatori, un esempio visibile ne sono le maree. Così, la vita degli uomini attraverso i decenni ed i secoli conosce le fioriture, come gli autunni, come gli inverni gelidi, e gli inverni gelidi dell’umanità possono significare dolore, smarrimento, ignoranza, guerra interiore ed esteriore, assenza dell’uomo dal suo cuore, che dovrebbe essere la sua principale sede.
In questo oscillare, andare e venire, l’arte canta il proprio tempo, se saranno tempi di luce l’arte vera canterà la luce, assieme al buio che in ogni caso essa contiene; se saranno tempi bui l’arte vera ascolterà e canterà con attenzione e precisione il buio, assieme alla luce che, in ogni caso, esso contiene.
Certamente la poesia ha da dire, se ad incarnarla sono cuori pronti a «farsi poco» affinché sia la poesia, o, ancora meglio, ciò che attraverso di lei si manifesta, a potersi «fare molto»; 
certamente essa può orientare, se nasce da un luogo dove vi è una sorgente, «sorgere» «oriri» in latino, di autentico e di vero. 
Tutto ciò che non muove da questi intenti è produzione di minore interesse.
Non spaventarti» scrive Giosué, procedi ogni giorno di un piccolo, anche minuscolo, passo,
e se non puoi procedere curati di non cadere,
e se, per caso, sei già nella caduta curati di ricordare a te stesso che resta viva la possibilità del risalire.

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