Lo stato dell’arte. Ugo Mauthe

La poesia ha ancora qualcosa da dire?

Vorrei rispondere a questa e alle altre interessanti domande della ricerca assecondando la mia natura di semplice frequentatore di poesia, pragmatico e piuttosto disincantato. E quindi dico certoche la poesia ha ancora qualcosa da dire, perché non dovrebbe? Non condivido il vittimismo-pessimismo che si respira spesso fra chi segue a vario titolo la realtà della poesia, perché penso che la poesia sia una forma d’arte e comunicazione come altre, con alti e bassi, epoche storiche favorevoli e altre meno, sostenitori e denigratori. In quanto umana espressione d’arte e comunicazioneha per forza qualcosa da dire, altrimenti nessuna arte (e quindi nessun umano) avrebbe qualcosa da dire. In realtà viviamo in un’epoca molto ricca di poesia, o, per i più severi e pessimisti, di tentata poesia (il che è comunque qualcosa) a condizione di non chiuderci in piccoli e a volte altezzosi castelli di movimenti-gruppi che fanno fatica a guardare al di là delle proprie mura.

È uno strumento che aiuta a ritrovare la strada?

Domanda non chiara: di quale strada stiamo parlando? Se la poesia riesce a comunicare qualcosa allora può anche aiutare a ritrovare la strada“: penso al singolo individuo che nell’esperienza della lettura poetica può trovare spunti utili per il proprio percorso umano e intellettuale. Se invece l’intento comunicativo fallisce non c’è strada che tenga.

C’è ancora una strada?

Credo di aver già risposto.

La poesia, l’arte, la letteratura aspirano a risvegliare la speranza in un presente migliore?

La domanda sembra una sfumatura diversa del “ritrovare la strada”. La mia risposta è sì, perché è nella loro natura di grande gioco culturale, tenendo sempre conto che ogni sensibilità si muove con i propri mezzi, siano essi quelli dell’addetto ai lavori o del semplice fruitore.

Leggere una raccolta di poesie, visitare una mostra, ascoltare musica sono tutti gesti che nell’attimo in cui si realizzano lavorano su quel singolo presente e influenzano anche l’immediato futuro: è un’esperienza comune a tutti. La misura sociale di questo contributo non saprei definirla ma se in molti condividono lo stesso piacere allora abbiamo già un fenomeno non organizzato ma rilevante e influente, se non altro per lulteriore domanda culturale – e quindi di nuovo approfondimento e arricchimento –che è capace di generare. In questo senso, il successo di tante mostre o gli stadi pieni per i concerti sono espressioni di grande concretezza. La poesia è certamente più di nicchia (personalmente vorrei che non lo fosse ma il mio è un pio desiderio, me ne rendo conto) però dà il suo contributo, al di là del proprio mondo istituzionale, con il fervore della comunità poetica attiva in rete e, sul territorio, la vitalità della piccola editoria di poesia, il moltiplicarsi dei poetry slam, la comparsa dei primi open mic, lanascita qua e là di Case della Poesia e altre manifestazioni di vario tipo. Per adesso credo che prevalga ancora una certa autoreferenzialità (nel senso che tutto accade per lo più fra poeti) ma ho speranza che a poco a poco alla comunità di chi scrive poesia si mescolino persone curiose e che da loro arrivino nuovi lettori.

Sono domande difficili: ma se aprissero spiragli di senso in un’epoca che sembra perderlo ogni giorno di più?

Andiamoci piano. La poesia non cura niente e nessuno e non risolve problemi. Credo che al massimo possa leniretemporaneamente un personale disagio, o aiutare a ritrovare la strada, se si preferisce. Lo stesso si può dire di ogni altra forma d’arte. Sarebbe meglio se esistessero poeti capaci di creare movimento, attenzione e seguito con il proprio carisma, la propria creatività e la propria capacità di coinvolgimento. Mi sembra però che la poesia contemporanea non abbia il suo Gingsberg o il suo Evtušenko (o, più probabilmente, io non li conosco) ma questo non significa che non possa averli in futuro, peraltro il seguito di alcuni instapoet è imponente e sono tanti i lettori che in quei testi trovano il loro personale spiraglio di senso. E qui mi riaggancio alla risposta alla prima domanda.

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