Lo stato dell’arte. Michela Zanarella

È davvero difficile rispondere a queste domande, oggi. Ma provare è ciò che forse può stimolare una riflessione. La poesia è insita nell’animo dell’uomo ed è un elemento della sua spiritualità. Utilizzo questi quesiti come strumento di approfondimento per capire in che direzione stia andando anche la mia poesia, oltre a quella di molti altri. Sicuramente le tematiche che vengono affrontate non sono diverse dal passato. L’uomo non ha mai smesso di interrogarsi sul senso dell’esistenza e utilizza la poesia, l’arte in genere, come strumento di osservazione, ricerca e conoscenza. Anche se gli argomenti coincidono, la scrittura, l’arte, hanno subito nei secoli molteplici cambiamenti, evoluzioni e stravolgimenti. In poesia molte parole sono diventate desuete, alcune sono state abbandonate, il linguaggio è diventato più immediato, si ricorre spesso a termini che appartengono ad altre lingue. Il poeta appartiene al suo tempo, ne assorbe i mutamenti, le regressioni, i limiti, le mancanze. Anche se stiamo attraversando un periodo storico complesso, segnato dai residui di una pandemia, da più conflitti in atto, con il conseguente smarrimento individuale, credo che la poesia possa ancora essere una risorsa per l’umanità. Solo il semplice fatto di poter scrivere è una ricchezza. Ricordiamoci che c’è ancora chi non ha la possibilità di farlo, non può studiare, leggere, conoscere. Ho avuto l’opportunità di realizzare un progetto che ha visto coinvolte le scuole, le istituzioni, la società civile. I ragazzi hanno lavorato a dei laboratori di poesia su temi delicati e attuali come la violenza di genere, l’esclusione sociale, la lotta alle mafie, la disabilità. La loro curiosità verso la poesia mi ha permesso di constatare che se già da piccoli vengono introdotti in un percorso di scrittura, ci sono buone speranze per il futuro. Hanno realizzato dei testi interessanti, a volte inaspettati, con la voglia di mettersi in gioco, e credo che già questo sia un enorme traguardo. Per carattere non sono quasi mai ottimista, tendo a manifestare insicurezza, ma la poesia mi consente di avere uno sguardo fiducioso verso il domani. Sarebbe più facile arrendersi, lasciare che le cose accadano, accettare le considerazioni distruttive di chi afferma che la poesia è morta da tempo, non vende ed è di nicchia, ma no. Finché mi sarà possibile, fossi sola contro tutti, continuerò a credere che la poesia abbia ancora qualcosa da dire secondo l’attualità e l’andamento della società. Ritengo che la strada da percorrere sia ancora lunga. Bisogna soltanto non smettere di impegnarsi, mantenendo saldi i propri valori, le proprie convinzioni. 

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3 pensieri su “Lo stato dell’arte. Michela Zanarella

  1. Enthimione Giffenhausen

    …domanda: ma non è che “lo stato dell’arte” (che chissà cosa vuol dire) scimmiotta “state of art” di derivazione anglosassone?
    perché fra le due proposizioni ci corre come il giorno e la notte

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