Le cose ch’io vidi nel fondo del mare,
i baratri oscuri, le luci lontane
e grovigli d’alghe e creature strane,
Senia, a te sola lo voglio narrare.
Ché a brevi fiate nel tempo passato
nel fondo del mare mi sono tuffato.
A dare or la patria all’esule sirena,
la patria a me stesso e all’uomo abbattuto
svelare la via del suo regno perduto,
mi voglio tuffare con più forte lena,
ché ogni uom manifeste le tenebre arcane
conosca e vicine le cose lontane.
Ma quel che già vidi nel fondo del mare,
i baratri oscuri, le luci lontane
e grovigli d’alghe e creature strane,
Senia, a te sola lo voglio narrare.


Carlo Michelstaedter, lampo straordinario di inizio Novecento, La persuasione e la retorica sua opera magistrale, una di quelle meraviglie che purtroppo durano poco. Claudio Magris narra/inventa il viaggio di uno dei due amici stretti di Carlo, Enrico (“Rico”) Mreule verso l’America del Sud nel suo libro Un altro mare, una dei migliori, a mio parere, e più poetici scritti di Magris, da leggere!
Grazie, caro Sparz, scienziato-letterato. Sto leggendo con profitto il tuo straordinario “Relatività, quante storie”.