Carlo Michelstaedter

a cura di Giorgio Stella

 

Le cose ch’io vidi nel fondo del mare,

i baratri oscuri, le luci lontane

e grovigli d’alghe e creature strane,

Senia, a te sola lo voglio narrare.

Ché a brevi fiate nel tempo passato

nel fondo del mare mi sono tuffato.

A dare or la patria all’esule sirena,

la patria a me stesso e all’uomo abbattuto

svelare la via del suo regno perduto,

mi voglio tuffare con più forte lena,

ché ogni uom manifeste le tenebre arcane

conosca e vicine le cose lontane.

Ma quel che già vidi nel fondo del mare,

i baratri oscuri, le luci lontane

e grovigli d’alghe e creature strane,

Senia, a te sola lo voglio narrare.

2 pensieri su “Carlo Michelstaedter

  1. sparz

    Carlo Michelstaedter, lampo straordinario di inizio Novecento, La persuasione e la retorica sua opera magistrale, una di quelle meraviglie che purtroppo durano poco. Claudio Magris narra/inventa il viaggio di uno dei due amici stretti di Carlo, Enrico (“Rico”) Mreule verso l’America del Sud nel suo libro Un altro mare, una dei migliori, a mio parere, e più poetici scritti di Magris, da leggere!

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