3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Cesare Pavese. 5”
S&R
La malinconia di un’assenza, la gioia al ricordo di un’ amorosa presenza…la vita è un’eterna danza di contrasti e chiaroscuri.
Molto bella, grazie Luigi.
CESARE PAVESE – I mattini passano chiari
[30 marzo 1950]
da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Carlo Carrà
Capanni al mare, 1941
Donna sulla spiaggia, 1931
György Ligeti – Études, Book 3: No. 15, White on White
Piano, Kei Takumi
~~~~~~~~~~~~
I mattini passano chiari
e deserti. Così i tuoi occhi
s’aprivano un tempo. Il mattino
trascorreva lento, era un gorgo
d’immobile luce. Taceva.
Tu viva tacevi; le cose
vivevano sotto i tuoi occhi
(non pena non febbre non ombra)
come un mare al mattino, chiaro.
Dove sei tu, luce, è il mattino.
Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.
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La malinconia di un’assenza, la gioia al ricordo di un’ amorosa presenza…la vita è un’eterna danza di contrasti e chiaroscuri.
Molto bella, grazie Luigi.
Grazie per l’ascolto e il bel commento!
CESARE PAVESE – I mattini passano chiari
[30 marzo 1950]
da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Carlo Carrà
Capanni al mare, 1941
Donna sulla spiaggia, 1931
György Ligeti – Études, Book 3: No. 15, White on White
Piano, Kei Takumi
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I mattini passano chiari
e deserti. Così i tuoi occhi
s’aprivano un tempo. Il mattino
trascorreva lento, era un gorgo
d’immobile luce. Taceva.
Tu viva tacevi; le cose
vivevano sotto i tuoi occhi
(non pena non febbre non ombra)
come un mare al mattino, chiaro.
Dove sei tu, luce, è il mattino.
Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.