La buona notizia

Pensiamo alla sofferenza e spesso cediamo allo sconforto. È perché non conosciamo la gloria di Cristo, come ricompensa. Se ci fidassimo della buona notizia, cambieremmo prospettiva.

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3 pensieri su “La buona notizia

  1. Alfonso

    Se accettassimo la sofferenza avremmo fatto un ulteriore passo verso “”colui che è sofferenza”…l’Uomo dei dolori che ben  conosce il patire!…
    …Siamo troppo attaccati ai piaceri terreni;la ricompensa “promessa”,nel  nostro dubitare, la vediamo un po’ lontana, quasi utopica….(sicuramente manca il giusto filing!)…
    Se comprendessimo appieno le Verità della “buona novella” cambieremmo  il nostro atteggiamento verso il mondo,…anche guardando magari con più attenzione all’altro!….

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  2. sparz

    E’ proprio così, Fabry: se pensiamo alle sofferenze, che difficilmente immaginiamo, di tutti e tutte quelli che soffrono davvero, palestinesi, ucraini, russi e in Africa chissà quanti e in MyanMar pure, non possiamo che metterci a piangere senza fermarci al pensiero della nostra impotenza. Dobbiamo pensare alla ricompensa che tutti e tutte avranno? Beh, il Grande Capo lassù avrà un bel daffare, non può star fermo un minuto…

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