Si fa un gran ciarlare di “poesia del corpo e del dolore”, la quale — secondo alcuni gazzettieri letterari digiuni d’estetica, approdati non si sa come alla ribalta nazionale — non potrebbe non sfociare nel tòpos e nell’insignificanza.
Eresia! Tutto in letteratura è letteratura; non si dà materia che non possa farsi poesia.
Corpo o non corpo, dolore o joie de vivre, non è il soggetto che va giudicato, ma la struttura formale dell’opera (dove forma, ovviamente, sta per sostanza).

mi piace molto l’ultima frase del post. Grazie, ciao.