Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. Il Mistero. 2

Il Mistero 2.   Quella nave pirata

 

   A cosa pensiamo quando pensiamo alla realtà? Pensiamo certamente alla nostra città, alla casa che abitiamo, agli strumenti di cui ci serviamo e più in generale al mondo esterno. Ma pensiamo anche, come fossimo altro rispetto al contesto che ci contiene e ci vede in azione, a noi stessi: a ciò che desideriamo, a ciò che temiamo, a ciò che vorremmo essere; a ciò che siamo. 

   Per il filosofo statunitense John R. Searle questo dualismo divisivo che ci contrappone al mondo è un parametro poco corretto, sebbene estremamente diffuso: “I tradizionali modi in cui la nostra cultura intellettuale distingue tra natura e cultura, tra realtà naturale e realtà mentale (culturale e sociale) sono radicalmente sbagliati. La coscienza, la società, la cultura, la realtà istituzionale, la razionalità, l’etica, l’estetica e la politica non sono qualcosa in più rispetto alla natura ma, al contrario, fanno parte della natura; esse non sono che particolari manifestazioni prodotte dall’unica realtà naturale e umana”. Una realtà unica che, entro certi limiti, possiamo percepire e comprendere, tenendo presente tuttavia che la nostra epoca ha incrementato e moltiplicato le conoscenze e che “Il problema centrale della filosofia oggi non è fornire un fondamento sicuro alla conoscenza, ma è piuttosto rendere coerente e privo di contraddizioni il complesso delle nostre conoscenze”. 

   Armonizzare la saggezza, dunque, per addomesticare la realtà, per penetrarne il mistero. Un percorso non in discesa ma neppure in salita, secondo Searle, che raccogliendo in volume, Il mistero della realtà, le lezioni tenute presso l’Università di Girona, in Catalogna, ricapitola il suo pensiero in maniera piana e conseguenziale, non priva di efficace ironia: “Vorrei riuscire a mostrare che, una volta che vi siano elettroni, è presumibile che alla fine vi saranno elezioni, e una volta che vi siano protoni, è presumibile che alla fine vi saranno anche presidenti”. 

   È piacevole lasciarsi andare alle argomentazioni di Searle, navigare nelle sue limpide acque, che non prevedono l’ipotesi del naufragio. Si parte da assunti incontestabili, ovvero la fisica atomica e la biologia evoluzionistica, che sono le discipline attraverso cui è inquadrata la visione contemporanea del mondo, passando poi attraverso biforcazioni considerate illusorie, come la distinzione tra una realtà di base, costituita da particelle fisiche prive di senso i cui legami sono casuali, e la realtà umana, nutrita di coscienza, maturata nel libero arbitrio, distinzione superata riflettendo che la seconda realtà, quella umana, non è che una conseguenza diretta della prima. Tutto torna nella navigazione, che scorre fluida, che contiene squarci illuminanti, come quelle ‘Funzioni di Status’ che si attribuiscono a persone e cose, dal Presidente degli Stati Uniti ad una banconota da venti dollari, e che una volta accettate collettivamente sono “la chiave per comprendere la civiltà umana”. Tutto torna; ma quando uno studente chiede: “Mi piacerebbe che lei parlasse del ruolo dell’immaginazione”, allora, con sorpresa, di colpo la navigazione rallenta, siamo quasi alla fine del percorso, ed a stento procede, arrancando. Perché, con estrema onestà intellettuale, il professore confessa che per lui l’immaginazione, come la creatività, restano un mistero. “È chiaro che esse esistono, che sono possibili, che giocano un ruolo importante…”. 

   Eccola la nave pirata. Ecco il vascello irregolare, ecco il brigantino che si fa sotto, tentando l’abbordaggio al galeone. Il quale, dal canto suo, non ingaggia battaglia, vicina ormai la meta, l’approdo, la chiusura del ragionamento: preferisce allontanarsi, giungere in porto senza rischi, custodendo nella propria pancia quei tesori razionali raccolti e sviscerati lungo il percorso. Il brigantino dell’immaginazione, con il suo timone creativo, resta indietro, pronto però al prossimo agguato, che forse avrà miglior fortuna. La sua bandiera non è un teschio ma un vessillo invisibile, comunque inalberato con spavalderia: il vessillo del Mistero. 

 

Jhon R. Searle, Il mistero della realtà, Raffaello Cortina Editore 2011

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