Quel pianto

È il giorno: stessa data, stessa festa.
La tua voce risuona, come allora.
La corsa in ospedale, la paura,
il dubbio sulla fede, in quel momento
in cui tutto crollava. Il sentimento
è lo stesso: sei Tu, Signore mio,
che vuoi parlarmi? Donami l’amico,
come un tempo. Abbraccia la memoria
di quel pianto.

2 pensieri su “Quel pianto

  1. Alfonso

    …[Mi siedo accanto a te,
    come in quelle mattine trasparenti
    sulla panchina al mare,[…]
    quei silenzi pieni
    di parole, il sogno da scrutare
    all’orizzonte, come se Dio scendesse
    dall’azzurro solo per noi. E poi
    il Progetto, le speranze, le file
    in ospedale, il Natale al reparto
    del Grassi, dove ancora pensavi
    ai bambinelli da dare agli infermieri,
    poche ore prima di morire]….
    ,(tratto da:Per don Mario;
    di don F.C )
    … eredità preziosa!…

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  2. S&R

    In quella memoria dolorosa parla l’Amore, che è struggimento e gioia, promessa di un abbraccio senza ombre.
    Bellissima, grazie.

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