È il giorno: stessa data, stessa festa.
La tua voce risuona, come allora.
La corsa in ospedale, la paura,
il dubbio sulla fede, in quel momento
in cui tutto crollava. Il sentimento
è lo stesso: sei Tu, Signore mio,
che vuoi parlarmi? Donami l’amico,
come un tempo. Abbraccia la memoria
di quel pianto.

…[Mi siedo accanto a te,
come in quelle mattine trasparenti
sulla panchina al mare,[…]
quei silenzi pieni
di parole, il sogno da scrutare
all’orizzonte, come se Dio scendesse
dall’azzurro solo per noi. E poi
il Progetto, le speranze, le file
in ospedale, il Natale al reparto
del Grassi, dove ancora pensavi
ai bambinelli da dare agli infermieri,
poche ore prima di morire]….
,(tratto da:Per don Mario;
di don F.C )
… eredità preziosa!…
In quella memoria dolorosa parla l’Amore, che è struggimento e gioia, promessa di un abbraccio senza ombre.
Bellissima, grazie.