La cerimonia
Sento un canto lontano che muore e rimuore.
Scostati da me madre mia.
E tu, sorella, porta via ogni residuo d’inchiostro.
Non la bianca pagina dolente, dolcissima. Implume.
Per una volta genuflessa; mai caritatevole.
Eccomi. Giacendo nel sonno ascolterò la neve.
da Numi di un lessico figliale



Un collasso del firmamento questa poesia . Veramente che i posteri possano rimandare a te “giacendo nel sonno ascolterò la neve’. Che di questo verso la eco sia risparmiata al vento!!!! Grazie, ma davvero! Un abbraccio.
Nella mia profonda ignoranza nn sapevo chi fosti….nn sapevo che eri morto nn sapevo chi sei stato una cosa la so, adesso ho acceso un lume per te. E te lo accetti.
Grazie a te, Giorgio!