Nessuna parola è neutra, e la parola poetica ce lo ricorda ogni giorno, traendo proprio da qui il suo germoglio principe. Lo sguardo nuovo che andiamo ad aprire, infatti, non deve incrinare la fede nel mondo ma rinsaldarla, farla tornare alla luce proprio dove manca: nella carità e nella prossimità, là dove davvero solo noi siamo. Fede nell’altro e nel mondo, la cui misura, nell’aderenza alle sofferenze del quotidiano, personalmente nasce, va alimentandosi e si interroga all’interno di una Parola più alta. In quella radice di sé che ha nella creaturalità il suo ricnoscimento, persona e parole allora sono figlie di una incarnazione che non cessa di interrogarci, di metterci in crisi nelle nostre risonanze di perdita. È proprio all’interno di questa crisi però, resto convinto, la possiblità più forte, per quanto di umano ci è dato, per una risposta sena infingimenti – senza vie di fuga-, per il racconto di un tempo che procede per cancellazioni e negazioni, quando non per conflitti.
(Da Dichiarazione di poetica, in apertura del libro)
Tutti gli addomesticabili mondi
Tutti gli addomesticabili mondi
e gli ordini eternamente riferibili
ma sotto qualcuno ha parcheggiato
di nuovo di fronte all’uscita – e il mare
non ha confini non accettando ipù di bussare.
Così, nel sonno, sei ancora tu l’intruso,
l’occhio lulngo la spina di pesce, la notte
senza riflessi nel giorno che cede alla sete.
*
La costanza del cielo
Prepara al silenzio e al fiume
la parola nel greto che guarda al fiorire.
Ancora si specchia, ancora ci segue:
più forte il dolore screpolato alla terra,
sa della luce l’esercizio, il cadere dell’ombra.
*
Non cede nel passo, s’illumina
Non cede nel passo, s’illumina
nella magrezza, scoperto al suo infermo
e necessario appartenere.
Prende bagliore dai corpi
l’inavvertita altezza dell’arca,
il libero azzurrarsi del tramonto
nel profilo dorato del salmo.
L’occhio nel mio compresso
al medesimo apparire.
*
Non si perde nella domanda
Non si piange solo per se stessi,
non si perde nella domanda l’escluso
ma riporta la complessità alla semplicità delle cose,
la vita a una parola ben scandita.
Attraversa lentamente la porta la donna
per non destare demoni. Siamo come bambini
se dicessimo che qui il mare è alto
non pianteremmo fiori.
Nota biografica di Gian Piero Stefanoni qui
https://www.ilramoelafogliaedizioni.it/autore.asp?IdAutore=38

