Cronaca

di Fabrizio Centofanti

La poesia e lo spirito

la stanza chiude dentro l’invisibile:
i rami, fuori, sono un’illusione
che resta ferma, come nella mente
lo sguardo estraneo, l’ombra delle foglie.
nel buio si nota subito la luce,
seppure impercettibile.
non hanno più pareti, le presenze,
adesso splendono
di un oro femminile, acceso d’ambra,
sofferto nella carne.
ma il suo segreto è l’ombra sul selciato,
la chiave nella stanza e l’inudibile.

*

Nenia della mezzanotte

canto dell’albero
l’anonima distanza dallo sguardo
della menzogna l’ultima parola
che meritasse l’albero da sola
la sincronia del mondo la radice
del canto mi consola
se tutto passa l’aria specialmente
se della morte il sogno ci scongiura
non mi nascondo dentro la sua ombra
m’incanto solamente
perché il poeta accanto la paura
lo dona alla sua terra
come quest’ala ingombra l’arduo volo
se dell’albero il canto
della distanza solo raffigura.

*

Locale

di quando in quando mi fermo a guardarle
sono invase dall’ombra
si sfanno sconfinano
con occhi cerchiati di rosso
ma i versi di notte hanno ritmi imprevisti
si distinguono appena da un pianeta o da un pugno
o mi sbaglio?
oh, la sottana
la toccavo tremando
come fosse una pietra di luce
nel tunnel la sento soltanto
in dettaglio un fremito appena
ora che il fuoco si spegne
fumando.

*

Cronaca

di quel mercato appena rimaneva
la pioggia densa scura come il sangue
dopo le prove
tutto è consumato
da questo lato
l’albero si poggia
sopra i ritratti fatti familiari
dalla memoria breve dal ritorno
trascolorante stante nell’inferno
di sole-luna l’ombra che si scava
la porta sbatte scattano le mani
del cielo basso e l’angelo di pane
nemmeno s’alza
balza già perduto
tra le rovine intrise di catrame.

3 pensieri su “Cronaca

  1. S&R

    l verso poetico batte il ritmo di un tempo senza tempo, illuminando di eterno l’attimo che passa.
    Molto belle!

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  2. Giorgio Stella

    Una lirica intensità trascurabile nella medesima cifra – un classico lirismo di interesse-essere “nazionale” – nn è perché sei amico mio ma nella parola del tempo ‘elementare’ mi sono promosso poiché commosso dalla gratuita offerta. T.v. b. Giorgio Stella. (…,) Dalla memoria breve dal ritorno (…) –

    Rispondi

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