Roberto Minardi, Ordine del sud

a cura di Alberto Fraccacreta

Preghiera d’assalto

Annerisci il suolo, assali case,
mura, portoni, sbandiera il gas,
fa’ che non resti uno stecco,
scortica, avanza senza senno…
Distorci i lineamenti
perché quel ghigno caschi dalle facce
e nutra la tua combustione.
Chi ha detenuto il potere sia arso
chi mai ha messo un arto sulla brace
venga ustionato.
E sarai maledetto,
non capiremo niente,
esploderà il commercio delle tute ignifughe.

Diranno è esagerato,
non è che un ridanciano mite
di un metro e sessantotto.

Si vogliono voltare,
come mi volto io, per sette volte;
scosse di adrenalina vogliono
pratiche a porte chiuse
arcani da portare dentro i loculi
e meriti attestati sulla carta
culle per corpi
saggiare cibi diversi ogni giorno
essere il fulcro degli altri…

Torchiaci,
senza pietà per l’imbecille
che abita dentro di noi;
staremo lì a fissarti
con la scusante di sempre.
Brucia lo spettatore, l’ascoltatore,
intossica i polmoni ai cinici…

Esàltati, sopra le acque
allestisci un circo senza trapezisti,
assenti gli animali, tutti estinti,
i comici ancorati nei fondali.
Affida la tua luce ai carburanti
per l’opera più nera.
Ma anche il fuoco si stanca,
anche il fuoco si stanca.
Si e? messo a piovere,
accetta lo scroscio
che impasta le ceneri…
Nei pressi di una distesa
vedrai papaveri
sorti da poco e già chinati
e un esemplare umano
che li ricalca, e tiene il cavalletto
perché non cada. Ti estinguerai.

Roberto Minardi, Ordine del sud, postfazione di Giuseppe Nibali, Industria & Letteratura

*

Dalla postfazione di Giuseppe Nibali

Ordine del sud e? dedicato a chi si sforza di non abbandonare, dedica che ne riporta alla mente, per vastità di immaginario, certe altre sibilline di Bufalino e di Consolo. Simile a quella Sicilia lontana, delle pietre bruciate sulla sabbia e sulla terra, è l’inizio, già poematico. 
Il testo si apre con quella che può essere considerata una prima dichiarazione di poetica, nella poesia “Parla per parlare…”: venire dal sud / vuol dire avere un guizzo nel sangue, la stizza nei polmoni, vuol dire / vedere cella, bestia e domatore, compreso di frustino, / avvicinarsi, malintenzionati, nell’altra direzione. 
La necessità di scendere a lottare, della catabasi, al sud, del ritorno non alla terra madre, ma all’Averno, se è vero come è vero che scendere, per chi lì non vive, è rito sacrale e doloroso, spesso male inteso da chi lo guarda da Nord.

Roberto Minardi (Ragusa, 1977) vive a Londra, dove si è trasferito nel 1999 – con permanenze più o meno lunghe in America Centrale. Ha pubblicato quattro libri di poesia: Note dallo sterno (Archilibri, 2007), Il bello del presente (Tapirulan, 2014), La città che c’entra (Zona, 2015) e Concerto per l’inizio del secolo (Arcipelago Itaca, 2020).

 

Un pensiero su “Roberto Minardi, Ordine del sud

  1. Giorgio Stella

    Una radicolite cronica questo spessore senza fine senza il senno cariato che partorisce che prevede un aborto risvegliato. X quanto mi riguarda mille poeti come te. Grazie.

    Rispondi

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