Preghiera d’assalto
Annerisci il suolo, assali case,
mura, portoni, sbandiera il gas,
fa’ che non resti uno stecco,
scortica, avanza senza senno…
Distorci i lineamenti
perché quel ghigno caschi dalle facce
e nutra la tua combustione.
Chi ha detenuto il potere sia arso
chi mai ha messo un arto sulla brace
venga ustionato.
E sarai maledetto,
non capiremo niente,
esploderà il commercio delle tute ignifughe.
Diranno è esagerato,
non è che un ridanciano mite
di un metro e sessantotto.
Si vogliono voltare,
come mi volto io, per sette volte;
scosse di adrenalina vogliono
pratiche a porte chiuse
arcani da portare dentro i loculi
e meriti attestati sulla carta
culle per corpi
saggiare cibi diversi ogni giorno
essere il fulcro degli altri…
Torchiaci,
senza pietà per l’imbecille
che abita dentro di noi;
staremo lì a fissarti
con la scusante di sempre.
Brucia lo spettatore, l’ascoltatore,
intossica i polmoni ai cinici…
Esàltati, sopra le acque
allestisci un circo senza trapezisti,
assenti gli animali, tutti estinti,
i comici ancorati nei fondali.
Affida la tua luce ai carburanti
per l’opera più nera.
Ma anche il fuoco si stanca,
anche il fuoco si stanca.
Si e? messo a piovere,
accetta lo scroscio
che impasta le ceneri…
Nei pressi di una distesa
vedrai papaveri
sorti da poco e già chinati
e un esemplare umano
che li ricalca, e tiene il cavalletto
perché non cada. Ti estinguerai.
Roberto Minardi, Ordine del sud, postfazione di Giuseppe Nibali, Industria & Letteratura
*
Dalla postfazione di Giuseppe Nibali
Ordine del sud e? dedicato a chi si sforza di non abbandonare, dedica che ne riporta alla mente, per vastità di immaginario, certe altre sibilline di Bufalino e di Consolo. Simile a quella Sicilia lontana, delle pietre bruciate sulla sabbia e sulla terra, è l’inizio, già poematico.
Il testo si apre con quella che può essere considerata una prima dichiarazione di poetica, nella poesia “Parla per parlare…”: venire dal sud / vuol dire avere un guizzo nel sangue, la stizza nei polmoni, vuol dire / vedere cella, bestia e domatore, compreso di frustino, / avvicinarsi, malintenzionati, nell’altra direzione.
La necessità di scendere a lottare, della catabasi, al sud, del ritorno non alla terra madre, ma all’Averno, se è vero come è vero che scendere, per chi lì non vive, è rito sacrale e doloroso, spesso male inteso da chi lo guarda da Nord.
Roberto Minardi (Ragusa, 1977) vive a Londra, dove si è trasferito nel 1999 – con permanenze più o meno lunghe in America Centrale. Ha pubblicato quattro libri di poesia: Note dallo sterno (Archilibri, 2007), Il bello del presente (Tapirulan, 2014), La città che c’entra (Zona, 2015) e Concerto per l’inizio del secolo (Arcipelago Itaca, 2020).


Una radicolite cronica questo spessore senza fine senza il senno cariato che partorisce che prevede un aborto risvegliato. X quanto mi riguarda mille poeti come te. Grazie.