La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Antonio Fiori


Traviseremo i fatti
diremo cose mai dette
       cambieremo
mantenendo i connotati

Interrogheremo
e saremo interrogati
avremo istruzioni
daremo prestazioni
     perfette

Ogni parola sarà artificiale
cesseranno paure e preghiere
nessuno si potrà lamentare

       Sarà vietato soffrire

[inedita 2025]

***

Si ritornasse a discutere degli angeli
agli amanuensi che copiano instancabili
alle giaculatorie senza vanti
alla vera attesa della fine,
si ritornasse ai lunghi viaggi in carovana
ai voti per salvare i moribondi
alle povere vite di trent’anni...
forse saremmo perdonati e salvi.

***
Se in un minuto il fossile si sgretola
e precipita nel turbine di frana
a che valse la fatica millenaria
e la bellezza della foglia impietrita
delle ossa, dei teschi e delle chele
con pazienza fissati dalle ere?
Tutto è postremo
nell’apocalisse quotidiana
– senza tempo futuro, tutto ci chiama.

***
Un desiderio stanco di sentenza
non umana, che dica d’ogni vita
ciò ch’è stata e il suo destino eterno
– prego l’assolva, per l’innocenza
del bambino che un giorno siamo stati
e si sia salvi tutti nell’infanzia lontana.

***
Sogno sempre l’omelia perfetta
come teorema che si dimostra
dentro un’arcana geometria.

Da un alto pulpito che meraviglia
un Cristo vivo che ancora parli
spieghi il mistero che tutti attende
– una parola che infine dica
cosa lasciare e cosa prendere.

[da La stessa persona, peQuod, 2024]

[…] ho provato a tirare le fila della fine 
del/dal mondo (le fini individuali sono 
sempre, per ciascuno, anche la fine 
del mondo). Ho pensato dunque di 
proporre qualche testo da La stessa 
persona e uno mio recentissimo 
inedito, pronostico amaro sul futuro 
dominato dall'AI, ma anche avvertimento 
implicito per chi può impedire ancora quel 
dominio. Antonio Fiori

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