La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Salvatore Cantone

Addio

Ogni cosa ripete
sommessamente
nell’aria addio,
e addio toccherà
anche a me pronunciarlo
ogniqualvolta rivivrò
nel suono e nel sapore
del tuo labbro
che più non torna.
Quell’ultimo bacio
mi lasciò vibrare,
ascolta, ti prego ascolta
il mio cuore,
scordato strumento
che suonò d’amore.

da Morire d’Amore (RPlibri 2023)

I pilastri dell’esistenza

Non aspettiamoci che la fine del mondo possa accadere un giorno o l’altro, essa accade ogni singolo giorno sotto i nostri occhi da molto tempo, ormai.
La corruzione dell’apparire ha portato le persone ad avere fede verso una religione vuota fatta di odio, materialismo, opportunismo che i mezzi di comunicazione-massificazione hanno amplificato radicandola in maniera coriacea all’interno della quotidianità, tra-vestendola del “normale”.
In generale l’arte, quindi anche la poesia, è stata inquinata da questa corruzione che ha portato ad un declino di valori e di intenti, diventando un palcoscenico dell’ego alla mercè del tornaconto. Scriveva Sant’Agostino “la misura dell’amore è amare senza misura“, e noi abbiamo smesso di amare senza misura, di donare senza aspettarci nulla in cambio. 
Anche se il mondo sembra aver perso la sua strada, e i valori che un tempo ci guidavano sembrano svaniti nel nulla, possiamo ancora trovare la forza di ricostruire dalle fondamenta, ri-scoprendo la bellezza dell’umanità e dell’ambiente che ci circondano, creando un futuro in cui la collaborazione, la creatività e l’amore siano i pilastri della nostra esistenza.

 

2 pensieri su “La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Salvatore Cantone

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