John Dowland (1563 – 1626)
Melancholy Galliard
Christoph Denoth, chitarra
SONETTO 18
Shall I compare thee to a summer’s day?
Devo paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più adorabile e più mite.
Venti impetuosi scuotono i teneri boccioli di Maggio,
e il corso dell’estate ha una scadenza troppo breve.
Talvolta l’occhio del cielo splende rovente,
e spesso la sua pelle d’oro viene offuscata;
e ogni bella cosa talora perde la sua bellezza,
sciupata dal caso o dal mutevole corso della natura.
Ma la tua eterna estate non svanirà,
né perderà la bellezza che tu possiedi,
né la morte si vanterà di vederti vagare nella sua ombra,
quando in versi eterni tu crescerai con il tempo:
finché uomini avran respiro o occhi potran vedere,
questa poesia vivrà, e darà vita a te.
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WILLIAM SHAKESPEARE – SONETTO 18
Titolo originale dell’opera: Sonnets
Traduzione dall’inglese di Luisa Zambrotta © 17.05.2022
Lettura di Luigi Maria Corsanico
John Dowland (1563 – 1626)
Melancholy Galliard
Christoph Denoth, chitarra
SONETTO 18
Shall I compare thee to a summer’s day?
Devo paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più adorabile e più mite.
Venti impetuosi scuotono i teneri boccioli di Maggio,
e il corso dell’estate ha una scadenza troppo breve.
Talvolta l’occhio del cielo splende rovente,
e spesso la sua pelle d’oro viene offuscata;
e ogni bella cosa talora perde la sua bellezza,
sciupata dal caso o dal mutevole corso della natura.
Ma la tua eterna estate non svanirà,
né perderà la bellezza che tu possiedi,
né la morte si vanterà di vederti vagare nella sua ombra,
quando in versi eterni tu crescerai con il tempo:
finché uomini avran respiro o occhi potran vedere,
questa poesia vivrà, e darà vita a te.