Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Ascoltare e seguire

«In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre.
Io e il Padre siamo una cosa sola». [Gv 10,27-30]

Ascolto, essere conosciuti, sequela.
Non ascoltano parole, le pecore. Basta la voce. E la voce risponde al desiderio.

«Una voce, il mio amato», la voce e la persona. La voce e la concretezza di colui che si ama. Il Cantico dei Cantici, libro di desiderio, di inquietudine, di ricerca.

Sarà la voce a svegliare il desiderio che ci fa riconoscere chi quella voce emette.  Non ci si può sbagliare: è proprio la voce che attendevo. Squarcia il silenzio, quella voce. Rompe la notte. Interrompe il sonno. Non è sogno. Parla d’amore. Amore cercato dal profondo, dal profondo urlante e invocante. Amore che cerca il suo oggetto. Amore che non vuole essere deluso. Apri gli occhi e scruta la notte. Apri le orecchie e sonda il silenzio. Ascolta. E, ascoltando, ci si scopre conosciuti. Conosciuti perché amati.

Il nostro conoscere necessita di dati da concatenare, di elementi da connettere fra loro perché possa essere reso noto l’oggetto della nostra conoscenza. L’amore ama la totalità dell’amato. Non la somma dei dati e dei singoli componenti conoscibili. L’amore ama l’inconoscibilità dell’amato. Parla al suo desiderio. Per questo sfonda ogni sordità. L’amore non è astrazione; esige la concretezza delle appartenenze. Come l’amante appartiene all’amato così l’amato appartiene all’amante. Solo che questo appartenersi non è possesso, ma libertà reciproca. È dono che di sé si fa all’altro. Per questo ci si conosce. Si conosce e si è conosciuti. Impossibile restare separati. Ora tutta la pace dell’uno è nello stare con l’altro. Nessuno strapperà l’uno all’altro. È per sempre.

E quando ci si perderà di vista, basterà la voce a risvegliare la conoscenza, a fare da guida. Lungo la strada, quando la vista non garantisce la presenza, sarà la voce e dirci dove andare. Sarà il profumo a garantirci la presenza, nell’insufficienza dello sguardo.

Seguendo il pastore, non il gregge.

11

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *