
L’amore come calamita: energia sulla terra, che dona luce alla materia e guarisce da tutti i mali.
L’imperitura forza dell’amore rompe tutte le catene. Oltrepassa tutti muri.
Questo iridescente e infinito flusso è la medicina al male.
La preghiera e l’amore quando si uniscono diventano una grande calamita, un potente vettore che generando un campo magnetico rilascerà l’energia del bene. Dappertutto.
Cosi questa energia del bene si unisce a se stessa per diventare forza incommensurabile a disposizione degli uomini di Dio. E forse il nostro compito sulla terra è quello di unificare l’amore, intrecciare tutti i suoi fili, tutte le radici che vi si presentano quasi anonimi davanti a noi con una nuova volontà .
Costruire tutti insieme come con la torre di Babele, oggi invece c’è bisogno di farlo con la forma dell’amore, una nuova torre che dal cuore e all’anima ascende a Dio. Solo dando amore possiamo curare ed essere curati. Tutto ciò inevitabilmente porta alla salvezza del mondo.
Ritrovarsi a benedire ed essere benedetti in un vortice che ci conduce con naturalezza alla vita eterna.
Pensiamo per un solo attimo come avverrebbe la guarigione di tutti i malati nel mondo, di tantissimi di loro che stanno per perdere la vita.
Come si arrestano le uccisioni, i soprusi, le torture, gli stupri, i maltrattamenti, le disparità, il potere divisivo ripartito col denaro, col possesso dei beni e delle persone. Ci sono, purtroppo, tantissime persone devote ai reprobi.
Tutto questo impero con i suoi sudditi votati al male, svanirebbe come svanisce la bianca neve al sole.
Ma sempre se solo tutti noi insieme lo volessimo carnalmente.
In questi anni che scorrono velocemente, nell’era dei segreti della nostra Bianca Signora non dovremmo più avere paura di nulla se siamo indirizzati a Dio, se siamo affidati alla Santa e Divina volontà di nostro Signore Gesù Cristo.
Quello che è destinato al mondo e alla sua iniquità e dettato sempre dall’egoistico allontanamento dal suo volto e per questo raccogliamo vergognosi i frutti amari dell’apostasia.
La necessità odierna dell’uomo è solo quella del guardare il mondo dall’esterno e non dal suo interno, per contemplare con la preghiera e con l’amore la bellezza del suo creatore.
Quell’immensa incalcolabile intelligenza che non ha dimenticato nulla per armonizzare la terra, dalla corazza molle del lombrico, alle piante di verdi foglie, agli uccelli di piume piccole e grandi, agli alveari con le loro api regine, alle vette di pietre solidissime delle montagne, allo zolfo, ai lapilli dei vulcani, alla terra nera indurita, alle zolle morbide che germinano grano, al mare e alla sua grande anima, acque immense dai mille riflessi, meravigliosa ricchezza dai mille colori, dagli abissi profondi .
E poi l’uomo e la donna nella loro bellezza e nella loro caduta, quella bellezza fra la natura e il suo opposto racchiudono la vita terrena.
La ricchezza inafferrabile della genuinità e dello stupore infantile è quello che dirige e plasma l’uomo verso Dio.
Ma per guardare in faccia all’Amore basta ammirare le stelle, gravitare intorno al peso di queste quando brillano maggiormente, ma essere attratti anche da quelle che si spengono e non ce ne accorgiamo.
Come su di una tela ci sono i colori che brillano e quelli che si spengono davanti ai nostri occhi. Tutto può evaporare per dissolversi nel buio più assoluto all’ombra di Dio.
Quella materia oscura che nell’universo rigetta la luminosità e le sue bellezze.
Fa parte della galassia e delle meccaniche celesti voluta dal Signore che dominano il mondo fin dalle sue origini. E nostro Signore è vicino all’uomo sempre. Anche in quel fragile e inevitabile momento della fine dei tempi.
