L’equivalenza etica/estetica è indiscutibile a parte subiecti, non obiecti, ossia nell’attività, non già nel prodotto.
Nessuno vorrà negare la santità, la profonda moralità dell’attività artistica: sovrana noncuranza del proprio utile, totale abnegazione (cfr. il sughero del malato cronico Proust e il sale dell’esule Dante), finalità antieconomica, ricerca pura (dell’universale, non del contingente).
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino
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