La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Letizia Dimartino

Per la rinascita: la natura

Vorrei scrivere di olivi.
Bassi e con la chioma cadente.
Di foglie argentate e impolverate.
Di tronchi torti, di ombre
con sprazzi di luce.
Di un pianto, di un loro pianto.
Questa estate li guardavamo gli alberi antichi,
mio figlio ne scostava i rami fruscianti, pulendo il terreno sottostante.
Un uliveto va osservato tutto: dal cielo alla terra.
Lui ne parla ancora, come si parla
di parenti, di persone ferite,
nell’attesa della pioggia e mi chiede infatti la sera se è piovuto da noi,
mentre il mare è lucido e vicino. E la notte, se sentirà piovere sarà contento.
E dormirà più tranquillo.
L’umidità della terra va controllata,
mentre le gazze si aggirano
e si fermano nei punti più alti degli eucalipti,
e la cornacchia non si stanca mai di emettere il suo verso.
Oggi ho assaggiato l’olio nuovo, aveva l’aspro e il dolce dell’anno trascorso,
con i nostri pensieri e con l’amore.
Il pane di farina gialla inzuppato a pulire il piattino
e il tempo che si è fermato, bello.
E come eterno

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