Vicolo Ultimo
Vicolo Ultimo, effettivamente.
Qui, in una casa scaduta a bettola,
con una stupida faccio il sapiente
e mi rimbecillisco sempre di più.
A che pro essere poeta per sbattersi
con una borghesuccia su un solido baule?
E io sono ridicolo come un bifolco
capitato a Mosca in scarpe di vernice.
In questa stanza tutta gingilli e fronzoli,
la poesia non la salvi a letto.
Vicolo Ultimo, numero tredici.
Più avanti non c’è ormai più strada.
1955-1975

