Madre di cieli e nude cave,
di intarsi esposti e vene non viste
sia reso lieve e terragno
il tuo nome
si ramifichi il segno
ci fecondi la tua volontà.
Oggi e domani
dacci in dono le tue labbra
fatte di luci di piogge
che non conosciamo
Smuovi in noi la ruota
dall’acqua che ristagna
nel solco finto.
Non darci vergogna
o rimpianto
né paura
di essere il tuo sogno:
creatura.

Grazie amico vino e lontano (Emil Cioran, ‘Storia e utopia mi pare …) –