Una delegazione lucchese in Giappone

di Fabiano D’Arrigo

Ci sono legami speciali tra la città di Lucca e il Giappone, in particolare con la città di Nagasaki: la figura del beato Angelo Orsucci e… l’opera lirica “Madama Butterfly” del maestro Giacomo Puccini.
Grazie al progetto “Thesaurum Fidei”, portato avanti dall’Arcidiocesi di Lucca in seguito all’incontro – veicolato dal Centro studi Puccini di Lucca – tra la professoressa Olimpia Niglio e l’arcivescovo Paolo Giulietti, tali legami sono stati e continuano ad essere valorizzati. Così dopo la mostra “Thesaurum Fidei” allestita a Lucca nel 2023 e poi in altre città italiane, l’intero progetto è approdato all’Expo di Osaka dove, ad inizio settembre 2025, è stato presentato il libro “Tenso. Diario di un pellegrinaggio giapponese alla curia romana” alla presenza di alcuni pellegrini lucchesi, che dopo hanno visitato la città di Nagasaki e le isole di Amakusa. Luoghi nei quali i missionari cristiani stranieri, guidati da Francesco Saverio, arrivarono per la prima volta nel 1549, iniziando da lì un’attività evangelizzatrice missionaria nei territori giapponesi.
Nelle varie tappe del viaggio-pellegrinaggio, svoltosi dal 1° al 10 settembre, i partecipanti hanno ricordato i momenti dell’evoluzione del cristianesimo nell’impero del Sol Levante. Inizialmente, come del resto sempre, le motivazioni religiose si intrecciavano con quelle economico-commerciali e questo favoriva la diffusione della nuova religione soprattutto nel sud del Paese.

Nel 1612, però, fu promulgato il Kin Kyorei, l’editto che bandiva il cristianesimo dal Giappone, e venne scatenata una feroce persecuzione contro i missionari cattolici stranieri e i giapponesi convertiti, molti dei quali furono crocifissi o bruciati sui roghi.
Si dipanò una lunga schiera di martiri e molti giapponesi pagarono con la vita la loro fedeltà a Cristo: 26 vennero uccisi a Nagasaki nel 1597 e canonizzati nel 1862; 188 furono martirizzati tra il 1603 ed il 1639 e beatificati nel 2008.
Comunque il cristianesimo non scomparve; continuò a essere praticato in segreto nelle famiglie: è il fenomeno dei Kakure Kirishitan, i cristiani nascosti, che senza preti coltivarono e tramandarono la fede religiosa per 261 anni fino al 1873, quando cessarono le persecuzioni anticristiane. Poi nel 1888, finalmente, venne riconosciuta la libertà religiosa.
Così il cristianesimo tornò a essere una religione “alla luce del sole”, pur rimanendo una confessione minoritaria in un Paese prevalentemente shintoista e buddista. Ma un dialogo interreligioso venne avviato e ancora oggi viene continuato.
I pellegrini hanno poi ripercorso, all’interno di questa grande storia, le vicende del beato Angelo Orsucci, nato a Lucca nel 1573 (una lapide sul palazzo Orsucci in via Guinigi n. 16 ne ricorda i natali), missionario domenicano, sbarcato presso Nagasaki nel 1618, arrestato e imprigionato, arso vivo nel 1622.
In una sua lettera, scritta probabilmente durante la prigionia con l’aiuto di guardiani compiacenti, Orsucci annotava: “Io sono contentissimo per il favore che Nostro signore mi ha fatto e non cambierei questa prigione con i maggiori palazzi e cardinalati di Roma”.
Il pellegrinaggio, inoltre, ha consentito di commemorare i nuovi martiri causati dallo scoppio della bomba atomica al plutonio sulla città di Nagasaki il 9 agosto 1945. L’esplosione provocò la morte immediata di almeno 73.884 persone, la distruzione della città, il collasso della cattedrale cattolica di Urakami vicinissima all’epicentro della deflagrazione dell’atomica.
Nel parco della Pace sono visibili le rovine dell’antica cattedrale; mentre in quella nuova, ricostruita dopo la guerra, si conservano i reperti del Crocifisso mutilato e della testa lignea della Vergine Maria: reliquie che attestano l’atrocità della guerra e aprono alla speranza della pace.
La cattedrale di Urakami, a ragione, è considerata il simbolo del cristianesimo giapponese e del desiderio di concordia che pervade l’intero popolo nipponico (shintoisti, buddisti, cattolici, laici).
Anche il Museo della bomba atomica, edificato vicino al luogo dell’esplosione, contribuisce a preservare la memoria delle vittime e a promuovere la pace nel mondo.
Al suo interno fotografie, oggetti e una collezione di testimonianze raccontano la tragedia della bomba atomica. Toccanti appaiono i documenti e gli effetti personali del dottor Nagai Paolo Takashi, medico e scrittore shintoista convertito al cattolicesimo, hibakusha (sopravvissuto al bombardamento atomico), prodigo nell’aiutare e nel curare le persone colpite dall’ “olocausto di Urakami”.
Tutto ciò diventa un appello al visitatore; una decisa e ferma condanna delle armi nucleari, il cui potenziale può distruggere più volte la Terra; un invito a lavorare insieme per un mondo pacifico.
Comunque rimane aperta, anche in Giappone, la problematica dell’eventuale utilizzo dell’energia nucleare per l’uso civile.
Sulle colline di Nagasaki al riparo dal caldo soffocante e all’interno del Glover Garden si trova la statua di Giacomo Puccini dello scultore Gilbert Lebigre: è un segno di pace e di amicizia tra le città di Lucca e di Nagasaki. E accanto una statua che raffigura la grande Miura Tamaki nel ruolo di Cio-Cio-San ovvero Madama Butterfly. Allora misteriosamente l’aria “Un bel dì vedremo” e il Canto a bocca chiusa del coro riecheggiano, portando un refrigerio alla martoriata Nagasaki.
La delegazione lucchese a Nagasaki è sempre stata accompagnata dal locale arcivescovo Peter Michiaki Nakamura. Don Peter ha personalmente seguito i pellegrini dal loro arrivo fino alla loro partenza, ha manifestato cordialità e fraternità nei loro confronti, insomma è stato “un vero pastore che ha l’odore delle pecore” e che esercita “l’autorità come servizio”.
Anche in occasione della festa finale, all’insegna dell’amicizia italo-giapponese, la prefettura di Kumamoto si è prodigata a beneficio dei pellegrini meravigliati dalla gentilezza nipponica.
Sicuramente dal progetto “Thesaurum Fidei” emergono alcune questioni relative alle possibilità e alle difficoltà dell’evangelizzazione in una società non cristiana; all’importanza del confronto tra le religioni; al valore dell’amicizia; alla necessità della pace. Questioni che riguardano il passato di una società gerarchica e feudale. Questioni che riguardano il presente di una società tecnologica e disumanizzante. Questioni che necessitano di una soluzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *