Biagio Salmeri

a cura di Giorgio Stella

Le voci dei dispersi, e in rapida sequenza,
la bocca impastata, la testa pesante,
una allarmante chiazza violacea, sacchi
di plastica con la cerniera, bandiere sui balconi,
una vecchia che sorride senza incisivi,
il tempo di scavare una fossa, sotto
un qualunque insediamento umano la terra puzza,
l’uomo in canottiera,
che guarda la tv, con tutto quell’adipe, gli aloni
di sudore, i sandali ai piedi,
il vento è infestato di microrganismi,
un’altra vita è possibile
sotto forma di scarafaggi,
c’è tutto l’occorrente per farsi esplodere,
da buoni occidentali, una fame bulimica,
un’emicrania cronica, un raptus di follia.
Settembre, prima che la scuola riprenda,
il ripasso della caduta.

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