Certi seminatori sono folli. Gettano il seme sulla strada, sulle pietre, tra le spine. Verrebbe da dirgli: non vedi che ti stai sbagliando? Qualcuno si faccia coraggio, lo tiri per la giacca e lo costringa a cambiare. Va bene, vado io. Rifaccio il suo percorso, con una specie di rabbia, il furore dei momenti in cui sei certo di avere ragione, e che l’altro ha torto marcio. Cammini, senti i tuoi passi sul duro della strada, e ti ricorda qualcosa; prosegui sulle pietre, e ti ricorda qualcosa; ti trovi in mezzo ai rovi, e cominci a capire. È come se il cuore si specchiasse in quel cammino, come se pensasse: perché mi ci ritrovo? Il seminatore è a un passo: che aspetti? Perché non gli sciorini ciò che ti eri preparato? Ti guarda sorridendo: i suoi piedi sono fissi sul terreno, dov’è il seme che ha appena gettato. Ti gira la testa, non puoi credere ai tuoi occhi: eri strada, pietra, rovo; hai provato tutte le sfumature del rifiuto; e adesso sei qui, terreno buono, come mai ti era accaduto, fino ad ora.
[immagine: “Il seminatore” di Vincent Van Gogh]


…rien à ajouter…touché !…
Splendido pezzo! Una prospettiva originale e molto efficace: la Parola arriva dritta al cuore e ne svela i segreti.
— Brillante apologo, che si fa rileggere.
Qualunque cosa accada Dio sa (….) in bene.. da guida pratica all’ eternità di Fabrizio centofanti grazie!
“ . Ti seguirò,
nella via dell’amore
e donerò al mondo la vita.”
Rimani la’ dove ti trovi, con la speranza che porta frutto.
La gioia piu’ grande è vedere crescere fiori sul terreno difficile.
Semini là dove ti trovi… (volevo scrivere ?)