
C’è ancora bellezza qui
col mare che ci isola
e sconfina nel cielo
leccando ginepri ed ulivi;
e c’è qualche amico che veglia
non cede al sonno e al vento nero
che fischia a ritmo di marcetta.
La notte ci ricopre come un’onda
quieta di detriti luminosi e di presenze.
Scene verosimili e non vere
si susseguono impassibili.
Mi diletto così a bucare il vento
ogni tanto, da costa a costa
ma poi mi fermo.
Non so sorbire fino in fondo,
con colpi di scena ogni giorno,
questa sete nervosa di dominio.
E‘ storia vecchia come il mondo
questo cavalcare quotidiano
di valkirie in groppa a un asino;
come le nostre vite, nulla è eterno:
ché il ciuco prima o poi si schianta,
e un colle anche, se alto, non è il Valhalla.
