
Scorgere il divino intorno a noi, nella natura, nel cielo con le sue fasi d’ombra e di luce, nelle creature che popolano il nostro piccolo pianeta, potrebbe essere cosa naturale, darci subito sensazioni di pace interiore. Invece abbandonarsi alla fiducia nel Creato non è cosa facile, distratti come siamo dalle mille incombenze del quotidiano. Ma tutto intorno a noi respira e i simboli rimandano al mistero di un Dio che aspetta soltanto di essere intuito. Cosi la poesia che di segni e simboli intreccia la propria parola può forse, presso chi sente il bisogno di scorgere un sentiero di luce o si trova dinnanzi a inspiegabili misteri, fungere da intermediaria tra l’uomo e l’universo.
Oggi un dischiuso miracolo
nel tempo che non ci appartiene
ha riempito di esultanza sguardo e cuore.
E lì, nel buio della notte
si è manifestata la meraviglia
di un’opera perfetta
che porta nella corolla
il tuo ricordo umano
di gloria e di lacrime.
(In Vita di una donna, La Vita Felice, 2015)
Ho colto poi nell’intatto silenzio della Verna una rarefatta atmosfera di silenzio e di pace. Si cammina tra i sassi dove Francesco pregava e tra gli alberi dove solo il vento ha parola. Non si può fare a meno di pensare all’amore che il Santo nutriva per tutte le Creature e quanto la sua stessa poesia faccia scorgere nella natura la presenza di Dio.
Luce irradiava intorno
Nel sasso scabro
dove s’incontra il cielo
nell’ombra
dove la siepe si fa scura
odi una voce
pare fruscio d’ali.
Nel silenzioso specchio
di verde natura
nell’alto mezzogiorno
tu figlio amato
tu figlio condiviso
intessevi il tuo tempo
di mute preghiere.
Luce irradiava intorno
mentre grazie rendevi
per quella famiglia
di sole d’aria e vento
d’acqua di fuoco e stelle
né disdegnavi
di chiamar Morte sorella.
Tu figlio amato
tu figlio condiviso
qui celebravi
il disegno Suo perfetto.
(Inedito)
