Ippolita Luzzo, autrice del Regno della Litweb, il blog che dal 2012 cura e aggiorna personalmente con recensioni, riflessioni e notizie legate al mondo dei libri. Nel 2016 vince il concorso Blog e Circoli letterari nell’ambito della fiera Più libri più liberi e dal 2022 è in giuria nel premio Malerba.
Inarrestabile autrice per riviste e giornali, opinionista libraria, lettrice indefessa. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza con le storie e ci ha parlato di amicizie legate al filo di un libro, Tondelli e il suo (non)rapporto con la letteratura contemporanea.
Ricordi il primo libro che hai incontrato?
Avevo undici anni. Ricordo perfettamente che all’indomani di un mio intervento chirurgico per l’appendicite mia madre mi portò il libro di racconti Calabresi testa dura. Ricordo la copertina ma non so più nulla di quel libro mentre ho memorizzato Fabiola, altro romanzo letto da piccola sulle persecuzioni dei cristiani durante l’Impero Romano! Altri tempi altre letture.
Che lettrice eri da bambina, ragazza?
Credo che la lettura sia riservata quasi esclusivamente a bimbi pigri e curiosi. Pigrissimi direi ora, come io ero. Pigri e timidissimi. Leggevo per creare il mondo che non vivevo nella realtà, leggevo immaginando il vivere che avrei voluto e piangevo con I ragazzi della via Paal, con Incompreso, con Il viale dei tigli altro libro tristissimo, Senza Famiglia, tutto un lacrimare.
Che lettrice sei? Cosa ti appassiona?
Di solito sono i libri a venire a me, di solito leggo tutto ciò che leggono le mie amiche. Ricordo di aver letto con molto divertimento tutti i gialli di Agatha Christie, tutto Simenon, tutto Camilleri. Leggere gli stessi libri era un modo di sentirsi più vicine. Amicizia coltivata attraverso lo scambio e il dirsi “Sto leggendo questo te lo passo”, faccio ancora così. Ogni amicizia nasce con lo scambio di un libro che inevitabilmente appassionerà entrambi. Ultimamente io ho donato Il libro selvaggio di Juan Villoro a un amico e lui mi ha prestato La danza immobile di Manuel Scorza, e dietro questi due libri ci siamo raccontati che esistono libri viventi e libri morti, libri veri e libri falsi, libri parlanti e libri muti. Questi due che ti ho appena citato sono libri viventi.
Consiglia un libro.
Qui mi sembra difficilissimo scegliere. Ora ti direi Il codice Tondelli di Giulio Milani. Tondelli scopritore di talenti, Tondelli creativo di strade diverse. Un libro contagio per chi ama la letteratura e poi Tondelli avrebbe compiuto settanta anni il 14 settembre di questo anno e io sono nata il 13 settembre quindi fra me e lui un solo giorno e un solo anno di differenza. Ne consiglio la lettura come viatico verso altri libri, verso la letteratura vivente; anche la letteratura vive e come noi soffre e viene offesa.
Dobbiamo essere noi a difenderla se ancora crediamo nel valore dello scritto, del testo, se crediamo che dire e scrivere siano grandi opportunità concesse agli uomini.
Potrei consigliare Il Pantarei di Ezio Sinigaglia, un libro divertente e nello stesso tempo un libro metaletterario, potrei consigliare I racconti di Buzzati, ma sono i libri a presentarsi, saranno loro a voler esserci seguendoli.
Cosa non vorresti mai trovare in un romanzo?
Non mi piace la maggior parte della produzione letteraria di questi tempi, da molti anni si creano romanzi a tema e non voglio trovare nel romanzo il dolore, la malattia, l’autobiografia più smaccata e raccontata male, senza stile. “La realtà va raccontata come un giardino coltivato”, diceva Tabucchi, nel suo libro intervista Dietro l’arazzo. Non voglio trovare denunce sociali, di genere, di bullismo, non voglio trovare lavandaie, portalettere, ginecologhe, insomma non credo si faccia un buon uso letterario nel prendere la cronaca, nel prendere un fatto, una malattia e trasportarla senza filtri in un romanzo.
Quando hai capito che saresti passata dall’altra parte, da lettrice a
scrittrice? Ricordi un momento, un evento in particolare?
Ho strappato quasi tutto di ciò che io ho scritto sui fogli negli anni passati. Ho sempre letto e scritto come esigenza vitale così come mi piace parlare di ciò che leggo e credo che l’evento rivoluzionario della mia, ma anche della vita di tutti sia stato il computer, internet, i forum di scrittura, i blog e le riviste letterarie. Senza questa rivoluzione epocale non avrei mai pensato di raccogliere i miei pezzi, ma nemmeno io l’ho fatto in effetti, perché la decisione di pubblicarli è stata della Casa editrice Città del Sole.
Veramente è stato tutto un caso, sia la nascita del blog, Il regno della Litweb, sia ricevere in lettura moltissimi e bei libri, sia scrivere di loro sui giornali e le riviste online. Chissà ancora quanti pezzi a pezzi farò ancora!
Stai scrivendo in questo periodo? Puoi spoilerare qualcosa?
Scrivere come atto di giustizia e di riconoscimento vitale credo sia sempre presente nei miei pezzi ma ora è il momento della raccolta, e come sempre dell’accorgersi del valore dell’altro. Più che scrivere leggo e ciò che ne verrà sarà la sua semplice conseguenza.
(La foto scelta da Ippolita è una sua caricatura di Domenico Loddo, fumettista di Reggio Calabria).

Ippolita, oltre a essere una lettrice appassionata e una scrittrice di una capacità rara, è semplicemente una persona meravigliosa.
Non basterebbero parole, né persone, per elogiarla come merita.
Ti voglio un gran bene.
Grazie per esserci.
Mario
Sono così felice di aver conosciuto Ippolita!! La sua passione per la lettura e scrittura è contagiosa!!
È una persona meravigliosa e chi le sta vicino non può che arricchirsi del suo talento!
Vanda Esposito
Ciao Ippolita, ci conosciamo da poco…
l’intervista è molto bella
Conosco Ippolita dal 2017, ci siamo incontrate nel corso di un evento teatrale, mi è risultata subito simpatica, a pelle, e sono contenta che, ad oggi, lei sia tra le mie conoscenze più formate e dotte.
Se a leggerla dal web risulta brillante, dal vivo è strepitosa, perché persona entusiasta e soprattutto super carina nel far da “pontefice” fra donne e uomini di lettere, creando amicizie tra loro, o se non altro sempre nuovi contatti.
Una donna di cultura e che favorisce incontri culturali in tutto e per tutto.
Le si vuole bene e la si stima per la capacità di spaccare il capello in quattro.
Bella questa intervista perché ben condensata senza tuttavia sacrificare sostanza e profondità.