
da LACRIMAE RERUM (Einaudi 2025)
A Milano, capitale immorale
coi <danee in man> non col <coeur>, per suo male,
sono arrivata nell’ottantadue
per lui, e ho preso forze dalle sue.
Poi son rimasta per la sua memoria.
Ma qui non c’è più storia né memoria.
Qui ogni nanosecondo c’è un <evento>,
qui la fiera più effimera è in fermento,
qui va bene ogni cosa e il suo contrario,
qui si alza e cala su niente il sipario,
qui il merito è usurpato o immaginario,
qui mangia bene solo un miliardario.
*
Li affamano, li assetano, li cacciano
di su e di giù, li ammassano e ricacciano
sotto piogge perpetue di esplosivi…
li avvelenano, li bruciano vivi…
li braccano… ci fanno il tiro a segno…
E qui? qualche dissenso è un po’ di sdegno.
*
Padroni della guerra e della morte,
che gestite patrimoni di morte
e fate investimenti sulla morte,
cosa posso augurarvi se non morte?
*
Maledetti, fermate questo orrore,
questa marea di sangue e di dolore!
Non lasciate che torni quel che è stato,
gli esodi e i campi del loro passato!
Per i giorni che ho ancora sulla terra
tutto il sangue innocente sottoterra
si unisca al caro sangue e sia per sempre,
per sempre pulsi dentro il mio per sempre.
