POESIA E POLITICA.35. Patrizia VALDUGA

da LACRIMAE RERUM (Einaudi 2025)

 

 

A Milano, capitale immorale

coi <danee in man> non col <coeur>, per suo male,

sono arrivata nell’ottantadue

per lui, e ho preso forze dalle sue.

Poi son rimasta per la sua memoria.

Ma qui non c’è più storia né memoria.

Qui ogni nanosecondo c’è un <evento>,

qui la fiera più effimera è in fermento,

qui va bene ogni cosa e il suo contrario,

qui si alza e cala su niente il sipario,

qui il merito è usurpato o immaginario,

qui mangia bene solo un miliardario.

 

 

 

*

 

 

 

Li affamano, li assetano, li cacciano

di su e di giù, li ammassano e ricacciano

sotto piogge perpetue di esplosivi…

li avvelenano, li bruciano vivi…

li braccano… ci fanno il tiro a segno…

E qui? qualche dissenso è un po’ di sdegno.

 

 

 

*

 

 

Padroni della guerra e della morte,

che gestite patrimoni di morte

e fate investimenti sulla morte,

cosa posso augurarvi se non morte?

 

 

 

*

 

 

 

Maledetti, fermate questo orrore,

questa marea di sangue e di dolore!

Non lasciate che torni quel che è stato,

gli esodi e i campi del loro passato!

Per i giorni che ho ancora sulla terra

tutto il sangue innocente sottoterra

si unisca al caro sangue e sia per sempre,

per sempre pulsi dentro il mio per sempre.

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