
Vivremmo forse più sereni
senza il teatro mediatico della politica,
coi suoi attori vanitosi e insopportabili,
gli esperti e i giornalisti a gettone,
l’ampio corredo di immagini, voci, commenti,
il tutto intervallato da risiscotti e cappelletti
intimissimi e grappecandolini?
Politica da quando ci svegliamo
e a pranzo e a cena e nelle pause
e nelle feste e nei bar e nei ristoranti
e nelle sale d’attesa;
noi che imprudentemente
lasciamo sempre aperte le finestre
di tivù, computer e smartphone.
La politica, la nostra priorità di vita?
Parlarne e scriverne, diffondere
a volte paga e gratifica
distrae dai problemi personali
delocalizza rabbie e frustrazioni
riempie vuoti esistenziali.
I protagonisti della politica
sono perciò braccati ogni ora
ogni minuto come selvaggina.
Contrappeso naturale
alla loro ambizione smisurata.
Caccia mediatica
che non ha bisogno di licenza,
di programmazione venatoria.
Si spara di continuo a conigli, a cinghiali
persino all’ambitissima aquila.
Le prede vengono stanate
da dichiarazioni pubbliche o private
da documenti istituzionali,
da robusti faldoni giudiziari,
o da ardui appostamenti sotto casa,
da interviste, comparsate, dibattiti vari.
Le prede, immortalate
delle loro vanesie piroette;
o nei tentativi di fuga o di camuffamento
che il bravo cacciatore intinge poi
nell’inchiostro, le diffonde nell’etere;
o le esibisce portandole
nei salotti, nelle rassegne estive
nelle presentazioni dei suoi libri.
I media e le notizie sono il nostro
alimento quotidiano, il tessuto adiposo
che ci rallenta il passo, acuisce le ansie
facendoci esaurire e morire.
I media sono l‘amplificazione selettiva
del fatto infiocchettato come un pacco
gonfiato a dismisura e poi sgonfiato;
sono l’esaltazione parossistica
di peti, gorgheggi e sproloqui
dei pavoni di turno.
Maledetti media.
Benedetti media:
-a parte quelli utilizzati per
la deificazione del nulla
o per nascondere e confondere;
per dire il contrario del vero
dopo aver schernito chi lo dice:
sgamandone tic, anomalie,
le contraddizioni nel passato.
Benedetti i media
anche se costringono a cure digestive
a prudenti dosaggi terapeutici;
perché se scomparissero
la politica sarebbe più temibile
non distingueremo nel suo
stucchevole insieme il suo niente.
Nel buio e nel digiuno di notizie
più facilmente saremmo privati
dei nostri residui diritti
e del poco che ci resta,
senza poterci difendere.
