POESIA E POLITICA.37. Giovanni Nuscis

 

Vivremmo forse più sereni

senza il teatro mediatico della politica,

coi suoi attori vanitosi e insopportabili,

gli esperti e i giornalisti a gettone,

l’ampio corredo di immagini, voci, commenti,

il tutto intervallato da risiscotti e cappelletti

intimissimi e grappecandolini?

 

Politica da quando ci svegliamo

e a pranzo e a cena e nelle pause

e nelle feste e nei bar e nei ristoranti

e nelle sale d’attesa;

 

noi che imprudentemente

lasciamo sempre aperte le finestre

di tivù, computer e smartphone.

 

La politica, la nostra priorità di vita?

Parlarne e scriverne, diffondere

a volte paga e gratifica

distrae dai problemi personali

delocalizza rabbie e frustrazioni

riempie vuoti esistenziali.

 

I protagonisti della politica

sono perciò braccati ogni ora

ogni minuto come selvaggina.

Contrappeso naturale

alla loro ambizione smisurata.

Caccia mediatica

che non ha bisogno di licenza,

di programmazione venatoria.

Si spara di continuo a conigli, a cinghiali

persino all’ambitissima aquila.

 

Le prede vengono stanate

da dichiarazioni pubbliche o private

da documenti istituzionali,

da robusti faldoni giudiziari,

o da ardui appostamenti sotto casa,

da interviste, comparsate, dibattiti vari.

 

Le prede, immortalate

delle loro vanesie piroette;

o nei tentativi di fuga o di camuffamento

che il bravo cacciatore intinge poi

nell’inchiostro, le diffonde nell’etere;

o le esibisce portandole

nei salotti, nelle rassegne estive

nelle presentazioni dei suoi libri.

 

I media e le notizie sono il nostro

alimento quotidiano, il tessuto adiposo

che ci rallenta il passo, acuisce le ansie

facendoci esaurire e morire.

 

I media sono l‘amplificazione selettiva

del fatto infiocchettato come un pacco

gonfiato a dismisura e poi sgonfiato;

sono l’esaltazione parossistica

di peti, gorgheggi e sproloqui

dei pavoni di turno.

 

Maledetti media.

Benedetti media:

-a parte quelli utilizzati per

la deificazione del nulla

o per nascondere e confondere;

per dire il contrario del vero

dopo aver schernito chi lo dice:

sgamandone tic, anomalie,

le contraddizioni nel passato.

 

Benedetti i media

anche se costringono a cure digestive

a prudenti dosaggi terapeutici;

 

perché se scomparissero

la politica sarebbe più temibile

non distingueremo nel suo

stucchevole insieme il suo niente.

Nel buio e nel digiuno di notizie

più facilmente saremmo privati

dei nostri residui diritti

e del poco che ci resta,

senza poterci difendere.

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