Giorgio Stella. Giardino Colonie dell’Eden

Giardino Colonie dell’ Eden – 1 – la ‘forza’ ci portò dal vulcano nel vulcano – la campana battuta era cadente e la stazione priva di battesimo e comunione. – 2 – nella postura della scherma l’astro era cadente in un boccone di fiato – i patti si giocarono a mazzi come un scuola d’agosto dove regna la regina del cuore nella clessidra dell’amore. – 3 – i campanili spenti i dadi in fiamme alle cose d’onore e le frecce nei poligoni d’azzardo di razza – alcune ballerine avevano la roccia della rosa nel cuore ma i gendarmi recitarono lo specchio del cinema muto: ‘ove si reca chi move’. – 4 – le cosacche navi incorniciarono la repubblica di Salò – mancava di tutto in queste crociate: miele vitamine guardie svizzere orfani e orfani stati morti strutto & meringhe l’arco nudo nella sede dell’asso! Pure i concentramenti degli arcobaleni – ‘perche’ non sei con noi?’ … *Perché ero il primo dell’ultima classe*- una sfera nella capanna di giada e ceramica! (Una pausa) – 5 – ora gli sposi invitati a nozze – le fedi gemelle nel parto siamese – la campana è un campanile da faro dove non è richiesto niente poiché non si prevede nulla tranne il polpo nudo sulla barella della sirena: ‘eravamo pochi….’. ‘quanti?’…. ‘una tinta per capelli senza testa’ – (il quarto del primo terzo). – 6 – io sono il cubo io sono il quadrato io sono nel cerchio il triangolo (una pausa) – 7 – cercai nella merda la dentiera filosofale – la mattina era rotta Cassandra operata nella notte d’amore – gli schizzi di sangue arrivarono al/nel cuore dei santi! (Una pausa) – 8 – io sono il cubo io sono il quadrato io sono nel cerchio il triangolo – 9 – Rabbi’ dove dimori? Nelle frecce tricolore il giorno della liberazione dell’anima nell’amore! – 10 – quanti santi amore mio? Chiedilo a napoli dove il sangue di s. Gennaro si versa nella coppa del miracolo la tomba risorta! ———————- (Roma 21 dicembre 2025). Nota dell’autore: la preghiera cristica ha una censura poetica cioè la valenza è valutata nella stessa medesima.

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