Le mura di Giuda. ————– – 1 – questa terra che una volta del tempo vantava tante voci oggi è un ululato spento – il corso del latrato commosso # la mattina il coro del fine giorno – un ponte di legno è diventato di ferro! E il cuore non ha fiato per l’amore che tiene in braccio come una brocca di cera nel trucco di scena! Ho dormito all’infinito la notte del mattino # nel pon-pon di Oz l’arco di Rom – il muro è sudato di freddo e l’acqua sanguina carestia, mia – le mura di Giuda saldano il conto! Il seme della lacrima nel pianto, un precoce abbraccio alla scissione delle cose in corso # non ci credo non è vero l’odio d’amore () – la cura del senso stato è prossima a venire di diritto, diritto umano! Se la pazzia divenisse follia saremmo tutti sani (e salvi) – (una pausa) # la carestia è nella betoniera! Si rimpasta a cero di cera – ha! Come la fiamma al nettare gagliardo dava il fuoco spento sulla radice nel tronco… # -2- perché non ti uccidi? Perché non te ne vai a fare in culo?! Tanto lo so chi sei, il bambino/bamby nel negozio delle bambole gonfiabili (*) # sul cantiere ho provato per la prima volta la violenza all’anima – le mura di Giuda non sapevo cosa fossero perché le costruivo io con altri mendicanti – e uno a me non senti freddo? No, perché il caldo appartiene all’inferno, all’inferno dell’ inconscio – piegò le labbra di rossetto e andò al cesso… Non pagai la camera ma era nera come l’Odissea (una pausa) (un’altra pausa, è dura!) #
mamma dove sei??!!! Grido al padre che non ho mai avuto & poi perché mi hai abbandonato pure te? Non c’è risposta tra le mura di Giuda solamente il dattero nella catena di montaggio – placata in scena non pagata e poi si schiera # sul/nel muro del pianto le mura di Giuda! Quanto alpeggio nel vuoto del silenzio per la coppa del sangue in divisione di medaglie! Porto di gendarmeria, Figlia di tutto l’uomo del creato da Te Maria! # – 3 – quando te ne andasti chi fosti!? Ancora te! Non fui la pelle tua costruivo le mura di Giuda! Bravino! & Non te ne vergognavi? No perché non eri te a passarmi il pane e il vino, l’asse si somma dopo l’apocalisse # oggi non ho nessuno tranne un parroco del Divino Amore qui vicino dove non c’è distanza – lui è passato all’insulto delle mura di Giuda & prega per la mia vita come fosse la sua! # mamma ho cinquant’anni e vorrei che si fosse rotto il cordone ombelicale che non posso (una pausa) – 4 – lo smalto sulla betoniera è e sarà sempre una brocca di ceramica – le mura di Giuda mi fanno piangere il petto di piccione avanti il becco, benedetto! # quanti cazzi hai? A merda, non mi fai paura so chi sei il diavolo minuscolo che ha costruito le mura di Giuda! E allora perché tanta paura ad attraversare una strada? Se ti rispondo ti faccio male poi sparve! # madre mia! Non mi fa’ paura l’anima tua è al sicuro come un asilo nido dove le uova sono consacrate nel criterio dell’uccellino fragile del tempo che lo riguarda un esempio, del tempo medesimo (una pausa) – 5 – per costruire queste mura di Giuda un popolo attrezzato di guida al creato ci aiuto’ con un angelo che per me disse tutto quello che il mare sprofonda nella creatura del divino amore # sei cretino? Ancora tu, merda! Io potrei annientarti subito! Ma come faresti se ho l’arma al collo come la chiamava Padre Pio!? Arisparve!…. ————– nota dell’autore: le mura di Giuda ovvio sono un raccordo anulare
Non si basa sul traffico ma nel traffico – Ancora ovviamente il coraggio deve per esigenza portare la croce non per forza ma sicuramente per presenza esposta. Giorgio Stella 22 dicembre 2026.
