Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Natale 2025

“e come potevamo noi cantare….” (S. Quasimodo)

In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità. » [Gv 1,1-5.9-14]

Immanu-el, Dio-con-noi.

Non è un Dio con noi, come se l’essere con noi fosse un modo di essere o un’attività di Dio, ma è Dio-con-noi. Il trattino è il senso di ciò che Dio è. Non sarebbe Dio se non fosse con noi. Dio non è prima “Dio” e poi “con noi”. Il mistero dell’Incarnazione è concretezza di carne. Il mistero dell’Incarnazione è mistero di umanità. Qui, nell’umanità, nel nostro essere donne e uomini, incarniamo Dio. Non perché Dio sia ridotto alla mia miseria, ma perché è Dio-con-noi.

Troppe volte, nella storia umana, abbiamo fatto di Dio una bandiera. Quante volte, con disastri terribili, abbiamo sentito qualcuno che proclamava che Dio era con lui. Quel “Gott mit uns( ma anche quel “Deus vult” o quel “In God we trust”) risuona ancora nelle dissacranti risacche di disumanità. Ed è stato distruzione, violenza, morte.

Ogni volta che l’umanità si è appropriata di Dio, ne sono derivate catastrofi. In nome di Dio abbiamo venduto schiavi, in nome di Dio abbiamo portato morte, in nome di Dio abbiamo conquistato terre e scacciato gli abitanti. Perché Dio è con noi e questo ci dà diritti e forza. Il Dio-con-noi non vuol dire che Dio è con noi (e non con gli altri, gli avversari, i nemici, tutti quelli che non siamo noi). Conosciamo la violenza che da questo si genera.

Come possiamo cantare i canti di Natale se questa carne, in cui Dio ha trovato carne, è carne straziata? Ed è carne di Dio.

Non ha temuto, Dio, di perdere se stesso abitando la nostra carne. Ha rinunciato, si è svuotato, si è fatto debole della nostra debolezza, straziato dei nostri strazi, ed è stato qui, nel suo farsi debole, svuotato, straziato, che ha mostrato la sua forza. Ed è forza di bambino, non di cannone. Il cielo si popola di annuncio di gioia non di missili. Tutta la potenza in una scintilla d’amore.

Dare carne a Dio è il mistero che oggi ci prende e ci fa capaci di Dio.

Come dare carne all’Amore se non amando? Come dare carne a Dio se non assumendo per noi il suo orizzonte di divinità umanizzata, ma anche di umanità divinizzata?

Grave responsabilità in questa carne, dal momento che Dio l’ha amata come sua. Non è sufficiente invitare a pranzo i poveri, un giorno all’anno. Non è sufficiente esporre bandiere, siano pur esse bandiere di pace. In Gesù, a Bethlehem, Dio ci chiede di essere la sua carne, di essere noi, la sua visibilità per queste vie dove camminiamo. A noi, a questa carne abitata dal divino, viene chiesto di essere “zoppi che saltano, muti che parlano, ciechi che vedono, prigionieri liberati”, perché in questa carne disperata, la speranza fermenti, il desiderio esploda, l’infinito squarci le piccolezze che abbiamo eretto a nostra dimora.

E il Dio-con-noi abiterà la nostra debolezza, dandole bellezza e significato, senza che diventi mai forza.

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2 pensieri su “Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

  1. Massimo

    Bisognerebbe farsi la domanda: Quando Dio non è più con noi? Certo Dio si è fatto uomo per condividere con noi la nostra umanità ma non solo. Lo ha fatto essenzialmente per allontanare da noi la maledizione della morte perchè è una verità che l’essere umano è destinato a morire essendo se stesso artefice della propria è altrui morte. Come si può cambiare questo? Con l’AMORE. Per questo ha mandato il suo figlio che ci ha insegnato questo AMORE che ha la sua massima espressione nel sacrificio della CROCE. (Tutto il creato ubbidisce all’Amore)

    Rispondi
    1. Lucio

      Grazie della riflessione. La risposta è già data. Dio, in quanto “costitutivamente” Dio-con-noi non è mai assente dalla carne umana. Non opera per, ma opera con. Anche nella morte.
      Buon Natale!

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