“ICE” – una poesia di Enrico Petruccioli

Maria Grazia Calandrone (una delle mie scrittrici preferite di tutti i tempi) mi ha segnalato oggi una poesia che il giovanissimo Enrico Petruccioli, diciottenne studente del quinto anno di liceo, ha appena composto sulle note vicende che riguardano ICE in Minnesota. È un piacere ospitare questi versi, con i nostri complimenti al poeta!

ICE

Parole pericolose
escono dalla bocca.
Sguardi pericolosi
lanciati dagli occhi.
Idee pericolose
nate dalla testa.
La testa te la faccio esplodere
puttana.
Parole rassicuranti
dette con calma.
Sguardi rassicuranti
filmati con calma.
idee rassicuranti
uccise con calma.
La testa te la faccio esplodere
puttana.

Una bambina senza una mamma
un amore non finito
un altro che forse
stava per iniziare.
Parole senza padrone
parole mai dette
pericolose o rassicuranti
risuonano di vuoto
nel mondo che se ne frega
di quello che pensi.
Nel mondo che uccide
quello che pensi.
Pensieri senza una casa
pensieri mai condivisi
pericolosi o rassicuranti
vengono spenti prima
di essere pensati.
Cosa ci vuole
per scatenare una reazione
umana?
La testa te la faccio esplodere
puttana.
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