
Chi siamo noi, come ci hanno ridotti!
Gli occhi che colano in terra
che nulla vogliono vedere.
Ora qui proprio come un tempo
la legge ferale del più forte.
<Costituzioni e princìpi non contano:
s’aggirano o si ignorano>.
<Così nelle assemblee delle istituzioni
chi ha più voti, anche se pochi,
governa e fa le leggi
senza discussioni e mediazioni,
senza dare conto ad alcuno.>
La legge della giungla è tornata;
come un cancro sopito
che all’inizio sembra
un cambiamento salutare
nel corpo fragile di una democrazia.
E‘ bastato premiare i più votati
con qualche seggio in più
-colpo di genio col pretesto
di assicurare governi stabili-
togliendoli a coloro
che lo sono stati meno,
lasciando morire sul nascere
ogni nuovo movimento e partito.
Ed ecco rispuntare il feudalesimo
dove a cambiare erano solo
sovrano e feudatari;
gattopardescamente
restando identico il sistema;
….
così, ora come allora
la partita è solo tra chi
ne garantisce appunto il permanere;
diverso lo stile, diversi
i valori dichiarati
ma con gli stessi vizi
gli stessi meccanismi
la stessa arroganza nelle scelte
nell’imporre interessi propri e degli amici
rabbonendo o silenziando i nemici.
La sovranità appartiene al popolo…
ma solo a quello che si reca nelle urne
ovvero, la metà di chi ha diritto al voto;
anzi, poco più della metà della metà:
quella che si riconosce nei governi eletti
che governano e legiferano
inaudita altera parte.
Siamo sulla soglia dell’autocrazia
forse, ci siamo già ben dentro;
dove chi governa e siede
trionfante in Parlamento
annienta con voto schiacciante
ogni opposizione e controllo;
tendendo a contenere,
ad ogni occasione libertà e diritti
spazi di confronto e di protesta;
strizzando l’occhio a razzisti
e genocidi, a egemoni tutori
dell’ordine che fa a loro comodo.
Le democrazie decadute
hanno governi despoti
sostenuti da elettori distratti
o dagli istinti bestiali;
e plutocrati occulti
boiardi fedeli
giornalisti asserviti;
e da galassie di opportunisti
campati da sovvenzioni,
da appalti e consulenze,
professionisti del voltafaccia.
Si adattano così gli ordinamenti
al nuovo verbo dei governi;
gli uomini fidati inseriti
nei posti chiave
per rafforzare la linea
allargare il consenso;
trovando sempre il modo
di arricchire quanto più possibile
sé stessi e gli amici
di punire il dissenso.
