POESIA E POLITICA.41. Giovanni Nuscis

Chi siamo noi, come ci hanno ridotti!

Gli occhi che colano in terra

che nulla vogliono vedere.

 

Ora qui proprio come un tempo

la legge ferale del più forte.

<Costituzioni e princìpi non contano:

s’aggirano o si ignorano>.

 

<Così nelle assemblee delle istituzioni

chi ha più voti, anche se pochi,

governa e fa le leggi

senza discussioni e mediazioni,

senza dare conto ad alcuno.>

 

La legge della giungla è tornata;

come un cancro sopito

che all’inizio sembra

un cambiamento salutare

nel corpo fragile di una democrazia.

 

E‘ bastato premiare i più votati

con qualche seggio in più

-colpo di genio col pretesto

di assicurare governi stabili-

togliendoli a coloro

che lo sono stati meno,

lasciando morire sul nascere

ogni nuovo movimento e partito.

 

Ed ecco rispuntare il feudalesimo

dove a cambiare erano solo

sovrano e feudatari;

gattopardescamente

restando identico il sistema;

….

così, ora come allora

la partita è solo tra chi

ne garantisce appunto il permanere;

 

diverso lo stile, diversi

i valori dichiarati

ma con gli stessi vizi

gli stessi meccanismi

la stessa arroganza nelle scelte

nell’imporre interessi propri e degli amici

rabbonendo o silenziando i nemici.

 

La sovranità appartiene al popolo

ma solo a quello che si reca nelle urne

ovvero, la metà di chi ha diritto al voto;

anzi, poco più della metà della metà:

quella che si riconosce nei governi eletti

che governano e legiferano

inaudita altera parte.

 

Siamo sulla soglia dell’autocrazia

forse, ci siamo già ben dentro;

dove chi governa e siede

trionfante in Parlamento

annienta con voto schiacciante

ogni opposizione e controllo;

 

tendendo a contenere,

ad ogni occasione libertà e diritti

spazi di confronto e di protesta;

strizzando l’occhio a razzisti

e genocidi, a egemoni tutori

dell’ordine che fa a loro comodo.

 

Le democrazie decadute

hanno governi despoti

sostenuti da elettori distratti

o dagli istinti bestiali;

e plutocrati occulti

boiardi fedeli

giornalisti asserviti;

e da galassie di opportunisti

campati da sovvenzioni,

da appalti e consulenze,

professionisti del voltafaccia.

 

Si adattano così gli ordinamenti

al nuovo verbo dei governi;

gli uomini fidati inseriti

nei posti chiave

per rafforzare la linea

allargare il consenso;

trovando sempre il modo

di arricchire quanto più possibile

sé stessi e gli amici

di punire il dissenso.

 

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