a cura di Giorgio Stella
Giorno di Pasqua
Sotto la cupola squillarono le trombe d’argento,
La folla cadde in ginocchio con timore:
Portato a spalla da uomini sul trono
Come un idolo vidi il signore sacro a Roma.
Sacerdote e sovrano, portava il manto di porpora
Sulla veste più bianca della spuma, e tre corone
D’oro alte sul capo. Nello splendore di luce
Passò poi scomparendo il papa.
In silenzio il mio cuore percorse lunghi anni,
Giunse a colui che vagò solo lungo il mare
Cercando invano dove riposare:
Le volpi hanno tane ed ogni uccello il nido.
Io, io soltanto devo vagare scalzo
E bere vino salato di lacrime”.

