Andrea Inglese

Il bello

Se per caso, in questo
catrame, a naso fiutando
in questa pece calda
che appiccica e non coagula
raso tra i piedi un topazio,
come dire: il bello che spunta
imprevisto, il bello antico
eterno che fa capolino:
una frase solida, lustra
di razionalista seicentesco
o il pugnale col manico d’osso
cesellato dove i cani
divorano il cinghiale
o i festoni anomali, l’intreccio
di fronde, conchiglie, satiri
di qualche grottesca di palazzo

se dunque salta fuori
ancora come nuovo il bello
aperto da ambo i lati
disteso di fronte
in misurata simmetria
non lesinare martello
tacco, nocche, cranio,
saliva. Schiaccia
il bubbone, pesta
rintuzza a fondo
nel fondo la magra
chimera, il placebo.

(da Prove d’inconsistenza)

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