Garcìa Lorca

 

a cura di Giorgio Stella

Madrigale

Il mio bacio era una melagrana
profonda ed aperta:
la tua bocca era rosa
di carta.

Lo sfondo un campo di neve.

Le mie mani erano ferri
per le incudini;
il tuo corpo era il tramonto
in un tocco di campane.

Lo sfondo un campo di neve.

Formarono stalattiti
nel trapuntato
teschio azzurro
i miei ti amo.

Lo sfondo un campo di neve.

I miei sogni infantili
si colmarono di muffa,
e il mio salomonico dolore
trapassò la luna.

Lo sfondo un campo di neve.

Adesso grave maestro
in alta scuola,
per il mio amore e i miei sogni
(cavallini senza occhi).

E lo sfondo un campo di neve.

Madrid, ottobre 1920

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