a cura di Giorgio Stella
Mare
Il mare
è il Lucifero dell’azzurro.
Il cielo caduto
per voler essere la luce.
Povero mare condannato
a eterno movimento,
dopo aver conosciuto la calma del firmamento!
Ma della tua amarezza
ti redense l’amore.
Partoristi Venere pura
e la tua profondità
resto vergine, senza dolore.
Le tue tristezze sono belle,
mare di spasimi gloriosi.
Ma oggi invece di stelle
hai verdi polipi.
Sopporta il tuo dolore,
formidabile Satana.
Cristo ha camminato sulle tue onde,
ed anche Pan.
La stella Venere è
l’armonia del mondo.
Taccia l’Ecclesiaste!
Venere è il profondo
dell’anima…
E l’uomo miserabile
è un angelo caduto.
La terra è il probabile
Paradiso perduto.

