La prima volta

 

di Fabrizio Centofanti

La prima volta. A tavola da solo, e così a celebrare. Però lo vedo ancora, sulla sedia a rotelle, vedo le sue dita battere sul notes, come se il pensiero richiedesse un gesto per sentirsi vero. Lui era così: intero. Ora che non c’è, non resta niente, solo ombre che si muovono su un palcoscenico sbiadito. Ma io non mollo: lo chiamo, gli parlo, vedo il suo sguardo dolce che indica la strada. Non so perché l’ho incontrato. Non fossi andato a cercarlo, esasperato da un suo collega insopportabile, la mia vita sarebbe evaporata, scivolata nel nulla. Tutto dipende dal momento irripetibile in cui decidi di andare da lui, o da lei. Credo nel destino. Il destino è un atto cui devi dare un contributo, due piedi che si muovono precisamente in quella direzione. Il resto viene da sé. Ti rubano tutto, ma il destino ti ha toccato, con la sua ala leggera. Voli. Anche se mangi, se celebri da solo, il destino brinda con te, prega con le tue parole. Ripenso a quel momento: e se avessi avuto un contrattempo? Se qualcuno mi avesse dissuaso? Se il primo approccio fosse fallito? Il destino è destino. Andiamo, Mario, ti faccio strada io, dico alla gente di spostarsi.

[da Pret(re) à porter]

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3 pensieri su “La prima volta

  1. Alfonso

    …da: Righe della continuità (pag.60)
    …e allora ,mi sia consentito pubblicare qui ,a commento, questa che segue…a te dedicata quando il Signore mi ti mise tra i piedi…come mia personale “pietra di inciampo”(nel bene!!!)

    A NOI C’È CAPITATO…
    Me piace aricconta’ sta storia nostra,
    che inizia co n’incontro occasionale;
    Sta cosa a noi c’ha aperto n’orizzonte ,
    che n’era de tramonto e poi la
    notte,
    ma de arbe luminose e sforgoranti,
    e chi nun c’ha creduto ,
    ha fatto ‘n passo farso!…
    è rimasto in sella,…
    sulla strada pe’  Damasco!!!

    Da GENESI  ‘ncomincia er  tuo racconto,passanno pe’ li LIBBRI tutti quanti,
    e nun   e’ stato facile a capisse!….
    … finché semo arrivati a Apocalisse.

    …E lì  n’è che co’ GIOVANNI l’hai finita,
    sei ‘nnato avanti,a ricconta’ la Vita,
    de  GESU’CRISTO che ar monno s’è donato,
    sopra na’ Croce…
    pe anna’ morammazzato;
    gesto de sarvezza pe ‘gni core
    Pe’ realizza’ er Progetto der Signore.

    E pe capi’ na cosa,a noi nun c’è voluto tanto,
    de certo t’ha mannato
    lo SPIRITO ch’è SANTO.

    E ariparte qui ‘n PROGETTO,
    che ormai n’è più mistero,
    er PADRETERNO vole
    ER BELLO ER BUONO ER VERO;

    E a noi che  te seguimo,co FEDE e co Preghiera,
    l’ASCOLTO ce converte….
    prima che se fa “sera”…

    Co’ Cristo tu ce parli…pe’ ddavero,
    ma questo qui ,pe’noi nun e’ ‘n mistero
    E quanno ci’ aricconti un po’  er Vangelo,
    ce metti  drento ar core la Speranza ,che solo co la Fede e la costanza,
    “”ce da n’acconto de Risurrezione””
    E questo po’ capillo  veramente,
    soltanto chi da te viene a “LECTIO…NE” .
    T’affianca n’ombra,in mezzo a sto’
    travajo, che t’ha cresciuto, plasmato e benedetto,
    e mai te lassa manco pe’ n’istante
    …sei tu l’erede suo…e’ lui che te l’ha detto.
    C’è n’aura che t’avvorge…
    pare de santità,
    è bello sta a sentitte,
    so’ tutte VERITÀ.
    Così noi te cercamo,
    puro solo ‘pe ‘n caffè,
    certi d’ aritrovasse…co CRISTO…a spasso
    ‘nzieme a te!

    A don Fabrizio.

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  2. S&R

    Bellissimo pezzo! Una ricorrenza da commemorare, perché questa piccola grande storia storia non può essere dimenticata.

    Rispondi

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