SALVATORE QUASIMODO – SOLITUDINI
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Salvatore Quasimodo
TUTTE LE POESIE
VI. Poesie di “Acque e terre”, 1930, non ripubblicate.
Nuova edizione
A cura di Carlangelo Mauro
Introduzione di Gilberto Finzi
MONDADORI 2020
Inserita nella raccolta poetica “Acque e terre”, Solitudini è una poesia di Salvatore Quasimodo del 1930, che al suo interno cela dei versi celebri, che poi daranno vita a un altro componimento, uno dei più conosciuti del poeta siciliano e dell’intera corrente ermetica.
SOLITUDINI
Una sera: nebbia, vento,
mi pensai solo: io e il buio.
Né donne; e quella
che sola poteva donarmi
senza prendere che altro silenzio,
era già senza viso
come ogni cosa ch’è morta
e non si può ricomporre.
Lontana la casa, ogni casa
che ha lumi di veglia
e spole che picchiano all’alba
quadrelli di rozzi tinelli.
Da allora
ascolto canzoni di ultima volta.
Qualcuno è tornato, è partito distratto
lasciandomi occhi di bimbi stranieri,
alberi morti su prode di strade
che non m’è dato d’amare.
Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
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Per ora “trafitto da un raggio di sole”, poi si vedrà.
Grazie sempre per la bella interpretazione.
SALVATORE QUASIMODO – SOLITUDINI
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Salvatore Quasimodo
TUTTE LE POESIE
VI. Poesie di “Acque e terre”, 1930, non ripubblicate.
Nuova edizione
A cura di Carlangelo Mauro
Introduzione di Gilberto Finzi
MONDADORI 2020
Inserita nella raccolta poetica “Acque e terre”, Solitudini è una poesia di Salvatore Quasimodo del 1930, che al suo interno cela dei versi celebri, che poi daranno vita a un altro componimento, uno dei più conosciuti del poeta siciliano e dell’intera corrente ermetica.
SOLITUDINI
Una sera: nebbia, vento,
mi pensai solo: io e il buio.
Né donne; e quella
che sola poteva donarmi
senza prendere che altro silenzio,
era già senza viso
come ogni cosa ch’è morta
e non si può ricomporre.
Lontana la casa, ogni casa
che ha lumi di veglia
e spole che picchiano all’alba
quadrelli di rozzi tinelli.
Da allora
ascolto canzoni di ultima volta.
Qualcuno è tornato, è partito distratto
lasciandomi occhi di bimbi stranieri,
alberi morti su prode di strade
che non m’è dato d’amare.
Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.