a cura di Giorgio Stella
Paesaggio sopra zero
È il falco che insegna al canto a nuotare
è il canto che risale a quel primo vento
scambiandoci schegge di gioia
entriamo nella famiglia da diverse direzioni
è il padre che conferma l’oscurità
è l’oscurità che conduce allo splendore dei classici
la porta dei singhiozzi sbatte e si chiude
l’eco insegue il suo grido
è la penna che fiorisce nella disperazione
è il fiore che resiste al viaggio ineluttabile
è il raggio d’amore che risvegliandosi
accende il paesaggio sopra zero
*
Domani, no
Questo non è un addio
perché non ci siamo visti affatto
malgrado ombra e ombra
per strada si sovrapponessero insieme
come un evaso solitario
Domani, no
il domani non è oltre la notte
chi aspetta è il colpevole
ma le storie che accadono di notte
si lasci che nella notte finiscano
*
Sull’eternità
Sotto il chiarore prestato dalle stelle
il maratoneta attraversa la città morta
ci confidiamo con le pecore
condividiamo il buon vino
e i crimini sotto banco
la bruma è attratta nel canto della notte
il fuoco come un’enorme diceria
va incontro al vento
se la morte è una ragione dell’amore
amiamo passioni non caste
amiamo gli sconfitti
quegli occhi che scrutano il tempo

