5 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 70”
Luigi Maria Corsanico
Fernando Pessoa – Quello di cui ci ricordiamo
FERNANDO PESSOA
Poesie
di Fernando Pessoa
Edizione con testo orginale a fronte
A cura di Antonio Tabacchi
e Maria José de Lancastre
ADELPH I EDIZIONI
Aquilo que a gente lembra [2.9.1935]
Novas Poesias Inéditas. Fernando Pessoa. (Direcção, recolha e notas de Maria do Rosário Marques Sabino e Adelaide Maria Monteiro Sereno.) Lisboa: Ática, 1973 (4ª ed. 1993). – 142.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Federico Mompou
Canciónes y Danzas, no. 6
Arturo Benedetti Michelangeli
Marjorie in the Garden (1903), John G. Bullock
*** *** *** *** *** *** ***
Quello di cui ci ricordiamo
senza volerlo ricordare,
e incerto si disfa
come un fumo nell’aria,
è la musica propria dell’anima,
è il profumo che arriva,
vago, inutile, portato
da una brezza di piacere,
dal fondo dell’oblio,
dai giardini del passato.
Quello che sogniamo
senza saper di sognare,
quella bocca leggiadra
che mai ci volle baciare,
quella vaga ironia
che due occhi rivolsero
alla nostra emozione –
tutto quanto ci dà il piacere
dei fiori che sono fiori
nei giardini del passato.
Non so cos’ho fatto della vita
e non lo voglio sapere.
Se me la vedo smarrita
so forse cos’è smarrirsi?
Ma tutto è musica se c’è
anima dove l’anima è,
e vi è un vago, soave sonno,
un sogno tiepido di piacere,
quando da padrone ritorno
ai giardini del passato.
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Fernando Pessoa – Quello di cui ci ricordiamo
FERNANDO PESSOA
Poesie
di Fernando Pessoa
Edizione con testo orginale a fronte
A cura di Antonio Tabacchi
e Maria José de Lancastre
ADELPH I EDIZIONI
Aquilo que a gente lembra [2.9.1935]
Novas Poesias Inéditas. Fernando Pessoa. (Direcção, recolha e notas de Maria do Rosário Marques Sabino e Adelaide Maria Monteiro Sereno.) Lisboa: Ática, 1973 (4ª ed. 1993). – 142.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Federico Mompou
Canciónes y Danzas, no. 6
Arturo Benedetti Michelangeli
Marjorie in the Garden (1903), John G. Bullock
*** *** *** *** *** *** ***
Quello di cui ci ricordiamo
senza volerlo ricordare,
e incerto si disfa
come un fumo nell’aria,
è la musica propria dell’anima,
è il profumo che arriva,
vago, inutile, portato
da una brezza di piacere,
dal fondo dell’oblio,
dai giardini del passato.
Quello che sogniamo
senza saper di sognare,
quella bocca leggiadra
che mai ci volle baciare,
quella vaga ironia
che due occhi rivolsero
alla nostra emozione –
tutto quanto ci dà il piacere
dei fiori che sono fiori
nei giardini del passato.
Non so cos’ho fatto della vita
e non lo voglio sapere.
Se me la vedo smarrita
so forse cos’è smarrirsi?
Ma tutto è musica se c’è
anima dove l’anima è,
e vi è un vago, soave sonno,
un sogno tiepido di piacere,
quando da padrone ritorno
ai giardini del passato.
Grazie, la poesia è molto bella. Complimenti a Luigi Maria Corsanico.
Grazie infinite!
La musica, il battito del mondo, il vibrare del vissuto.
Bellissima, grazie.
Grazie di cuore, Ema!