
È facile giudicare: ci facciamo un’idea e diventa un pregiudizio. La legge del branco accentua il fenomeno in modo esponenziale: la vittima predestinata non ha scampo. Ma il vangelo insegna: non giudicare. Perché non conosci l’anima dell’altro. Perché, in realtà, non sai chi sia.

Giudici…o imputati?!?!
Partire innanzitutto da un pensiero, una posizione che non ci veda come giudicanti;oppure sentirsi vittime !!!
Senza entrare nei particolari problemi da sempre esistenti proviamo a considerare quanto da esaminare partendo dalla realtà attuale: Gruppi, cani sciolti,
battitori liberi;
quali azioni da mettere in campo per trovare unità comunitaria?
partendo da noi stessi, guardando noi stessi in primis, cercando non soluzioni, ma di procedere, provando a costruire , ad allargare,
ampliare nella comunità la partecipazione o le collaborazioni; una unità di intenti che parta da cuori aperti all’altro,scevri da patologie del genere filautia, egocentrismo,vanagloria,che fanno perdere di vista il fine ultimo del servizio al quale ci offriamo.
Allora,il giudizio,sara’ emesso da un GIUDICE SUPREMO…
…mi faccio da parte,…e attendo …a capo chino…
Vero, e la cronaca ce ne dà conferma ogni giorno. Se al bene dobbiamo essere educati, e il processo è lungo, per il male basta assecondare paure, frustrazioni e dare colpe agli altri. Ancora oggi, purtroppo, funziona il pollice verso come se assistessimo allo spettacolo dei gladiatori nell’arena.
Importante non condannare…chi è senza peccato scagli la prima pietra…ci vuole discernimento…ma solo Lui ce può dare…