6 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 19

  1. Luigi Maria Corsanico

    MARCELLO COMITINI
    PERIFERIE ©2020

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Arvo Pärt – Tabula Rasa
    Adele Anthony (violin)
    Gil Shaham (violin)
    Erik Risberg (prepared piano)
    Gothenburg Symphony Orchestra, Neeme Järvi

    Immagine dal web rielaborata

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    MARCELLO COMITINI
    PERIFERIE ©2020

    Dalla mia terrazza non vedo persone
    ma brandelli di periferia
    fra l’odore molle del fiume
    e intorno le montagne confuse
    con l’azzurro del cielo
    colline profumate di verde
    fuori dal palpitare del tempo.
    Qualcuno
    tra le folte e vaste fronde degli alberi
    lancia segnali di fumo
    come il grido di chi vuole essere scoperto
    o forse soccorso.
    Non è forte, non ha resistenza
    per sopportare la solitudine.
    Intorno le foglie sbattute dal vento
    gli dicono attento
    non uscire dalla tua caverna.
    L’aria si è fatta irrespirabile.
    Gli uccelli tornano grigi ai loro nidi,
    gli uomini vagano soli nell’odio
    le serpi escono dalla loro tana
    gli agnelli ruzzano tra l’immondizia.
    E le auto che passano schiacciano i più piccoli
    macchiano l’asfalto di sangue umano.
    Le ciminiere, gli scarichi dei gas,
    i veicoli opprimenti
    hanno fatto tristi le periferie.
    Sembra che il suo cuore pulsi
    nei pastelli tenui dei palazzi antichi
    tra vicoli ombrosi e strade ampie
    tagliate sui ruderi di una città gloriosa.
    Ma è solo un diamante al dito
    di una mano deformata
    dai morsi feroci dell’artrosi.
    E la gente passa
    con la meraviglia negli occhi
    e calpesta con passi frettolosi o pesanti
    il palmo di quella mano senza vedere
    che nelle vene più lontane e sottili
    non c’è alcun segno di vita
    se non quell’esile richiesta d’aiuto
    dell’uomo lasciato solo.

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  2. Clown: opinioni

    I versi emanano bene l’idea di desolazione, di abbrutimento, inteso come assenza del bello, e di abbandono che nel nostro immaginario, più ancora che nella realtà, rappresenta il concetto di periferia.
    Tuttavia protagonista della poesia, soprattutto, sembra essere la solitudine; una condizione che, a ben pensare, possiamo rilevare in ogni luogo.

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    1. marcello comitini

      Grazie del commento, amico Clown. La periferia come tu hai ben evidenziato è simbolo di solitudine, in particolare degli emarginati.
      Grazie ancora ? ?

  3. Clown: opinioni

    Fermo restando il valore della poesia, che ho molto apprezzato, devo però precisare che nel mio precedente commento ho provato ad esprimere un concetto leggermente diverso. Periferia è certamente sinonimo di desolazione, ma quella della solitudine è una condizione soggettiva che, a mio parere, è riscontrabile in ogni situazione, in periferia o nell’ombelico del mondo e fino alle porte del paradiso.

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