Piccolo Magnificat, di Giampaolo Centofanti

Seconda Ave Maria

Sempre la sera quando scende la tua pace

domando che sia del mondo che non spera.

Potenti affannati a dominare gente

che cerca solo una vita più serena.

Oh Signore, tu sai perché permetti

queste cose, questi dolori, queste ferite

astruse. Quando le cose semplici e buone?

Quando la fede coltivata a scuola,

pure lo scambio col pensare altro?

Lasciateci campare, siamo stanchi.

Viene la sera, ogni voce si fa eco distesa,

si quieta il campo di girasoli, il faggio riposa.

Fuma il comignolo del casolare nella tenue rossastra

luce diffusa. E l’allodola dal nido ai margini del bosco

canta che questa vostra vita non è vera.

***

Preghiera del vespro.

La sera tu vieni sileziosa

come una pace segreta

tra il vento e la rosa.

Un raggio di luce rossa

ferisce per un solo istante

la siepe odorosa di gelsomini.

Qui nella campagna

tu parli confidenzialmente

come il marito e la sposa.

Come la mamma e il bimbo

che rotola sull’erba

senza farsi male.

E la mamma ride contenta

di questo gioco che

non le dà pensiero

ma solo infonde fiducia

in questo tempo di prova.

***

Compieta

Ci sia pace nel tuo cuore

lascia scendere la pace.

Senti? Bussa alle finestre

dalle brume della sera

e ti dona di ascoltare.

Tu aprile. Non temere

– ti dice – i fantasmi dell’inverno,

né la notte che viene.

Riposa. Io sono invece

nel crepitare del caminetto,

nel cagnolino beato

della tua presenza,

nelle semplici cose

contro le quali nulla

davvero può il male.

***

Breviario pasquale

In questo tempo di sera

sento un canto

come una sorpresa

che si rivela un appuntamento.

Non devo fare nulla, viene

ed io soltanto sento.

Sento il dolore per il vento

che scuote questo mondo

e più nel fondo una pace,

una speranza, in cui mi perdo

senza più alcun ragionamento.

***

Canti dalla nuova dittatura

Ah, questo oscuro tempo del nostro svanire

in plumbeo cielo grande fratello,

il lucignolo acceso ancora nel lungo inverno

celato miracolo di uno che non può

morire.

Seme nascosto di tormentato crogiuolo

e scava, scava, tra polvere nuda

cercando, sincera fonte, acqua sorgiva

donde traboccano le povertà.

Non moriremo nemmeno da morti, ebeti pupi

vedremo tra macerie di tristi stagioni

una invincibile presenza.

Poesie tratte da: Giampaolo Centofanti Piccolo magnificat. Un canto di tanti canti (Yo vine aqui para cantar y para que cantes conmigo*)

*Pablo Neruda, Canto general

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