Chi accoglie, come un vero e proprio bisognoso, le condizioni insegnate dalla povertà, ha le maggiori possibilità di percepire quale sia la verità nella vita. I poveri e il loro mondo sono infatti una luce potente che permette di acquisire nuovi occhi e un cuore nuovo, e di vedere ciò che senza di essa non si vedrebbe. Solo la conversione verso il mondo dei poveri può accendere in noi quella luce la quale, allora, ci arricchirà in solidarietà, compassione, sapienza, giustizia, fede, speranza e forza di liberazione.
Ed è proprio alla luce di questo tipo di fede e di quei nuovi occhi che io ho visto la poesia fluire nel mondo dei poveri, soprattutto quando sono bambini:
Vedevo laggiù in fondo, mentre avanzavo lentamente con il pick up sulla strada polverosa che porta dalla Granadilla a San Raymundo, due bambini piccoli piccoli che correvano insieme, venendo nella mia direzione. Lei, una bambina che poteva avere 5 anni o poco più, correva avanti e aveva in mano una busta nera sdrucita e vuota, una di quelle buste di plastica nera che si usano per la spesa e poi si buttano via; e lui, un bambino di circa tre anni, la rincorreva felice. Tutti e due a piedi nudi, soli e felici nell’universo mondo. Appena hanno visto la macchina che veniva verso di loro, il gioco si è spento e loro hanno rallentato, evidentemente disturbati dal mio arrivo. Quando sono stato vicino a loro, prima mi hanno guardato di sottecchi, intimoriti, poi, al mio sorriso, mi hanno salutato in modo sommesso ed educato e infine, quando sono andato oltre – li guardavo dallo specchietto – hanno ricominciato a correre contenti, dimentichi subito di me. Correndo avanti e girando vorticosamente il braccio, la bambina faceva volare la busta nera, che si gonfiava così di aria, ed il bambino più piccolo, inseguendola, cercava di acchiappare la busta nera fatta palla, gridando eccitato. Lei correva avanti divertita, guardando ogni tanto verso di lui che rideva di cuore mentre correva e saltava e gridava. Gli occhi di tutti e due erano pieni di luce.
La felicità si nasconde nel valore infinito di una piccola busta di plastica nera, usata, sdrucita e vuota che a migliaia ogni giorno gettiamo via.
Se quei due piccoli bambini correvano liberi e felici a piedi nudi sulle strade polverose della Granadilla, se una semplice e sdrucita busta di plastica super usata riempiva il loro cuore, se nella loro povertà riuscivano a essere così felici, allora mi si fa ancor più chiara la convinzione che Dio, o comunque vogliamo chiamare l’Oltre-noi-che-è-in-noi, è fondamentalmente e prima di ogni altra cosa la realtà-madre che avvolge i poveri e li riempie di sé, che avvolge e riempie di sé ciascuno di noi se solo Lo accogliamo così, in semplicità, proprio come i poveri.
[Chi volesse acquistare il libro può richiederlo direttamente a Carlo Sansonetti, 3487921454]

