La parola ai poeti. Raffaele Floris


“Non ci deve essere una parola inutile: tutto deve dire qualche cosa […]”. Così scriveva Giuseppe Verdi a Francesco Maria Piave mentre il libretto del
Macbeth stava cominciando a prender forma.

Così anche a me piacerebbe scrivere: nessun aggettivo superfluo, nessuna espressione arcaica o ridondante, ma – di converso – nessun cedimento alle mode o alle correnti. A me piace utilizzare il verso tradizionale (endecasillabi, settenari…) perché non riesco davvero a scrivere in assenza di un ritmo, e non mi sento di dover recitare il mea culpa per questo.

Non tutto è rose e fiori, intendiamoci. Intanto, meglio precisare súbito: non so cosa sia la poesia, non sono un saggista. Ricordo tuttavia che i primi numeri del mensile di Crocetti, POESIA (1988) tentarono di dar risposta a questa domanda interpellando poeti, critici, intellettuali italiani e internazionali: sarebbe bello scansionare quegli articoli (non sono online) e farli circolare in rete. Cosa potrei dire io di nuovo e diverso, non avendo neppure un percorso accademico alle spalle? Per quanto ovvio, la risposta è: niente.

Se invece mi si chiede “cos’è la poesia per me”, citerei Davide Rondoni che ha scritto: “La poesia non esiste, esistono le poesie, cioè opere in cui l’essere umano dice, balbetta, grida, mormora, compone a nostalgia del suo cuore, e lo stupore duro dell’esistere. Poesie che quando sono belle lasciano senza fiato e danno molto respiro. Poesie che è bello leggere ed è un inferno scrivere.” È vero: la poesia è un inferno, una condanna, ma per fortuna non è una condanna a morte: è una condanna a vita. 

Comporre, si diceva. Andrea Temporelli ha affermato di recente: “Scrivere poesia è comporre, non buttar giù sulla pagina qualche bel pensiero e qualche bella immagine.” Come non essere d’accordo? Va rilevato, per inciso, che in poesia uno NON vale uno, ci sono ottimi libri e ci sono pubblicazioni scadenti, anche se – a giudicare dai social – nell’ambito della poesia contemporanea pubblicata di recente sembra che non esista un libro brutto.

Io ci provo a comporre (e se c’è un pleonasmo mi corigerete), quanto a dire di esserci riuscito è qualcosa che certo spetta ad altri, non a me. Io ho soltanto scritto qualche libro di poesia. Se le lettrici e i lettori s’imbattessero per caso in qualche mio verso e non piacesse loro, possono dirlo liberamente, apertamente: non porto il muso per questo. Se invece qualche poesia fosse gradita ne sarò lieto. Non so se “tutto dice qualche cosa” ovvero se qualcuno troverà qualche “parola inutile” nei libri che ho pubblicato in questi anni. Sappiamo che Verdi era molto esigente e che Francesco Maria Piave non era un poeta ma soltanto un librettista. E, a quanto pare, era più attaccato alla bottiglia che alla penna.

*

Raffaele Floris (Pontecurone,1962) è incluso nell’Antologia della poesia in Piemonte e Valle d’Aosta (puntoacapo Editrice, Pasturana 2012) e nell’Antologia della poesia in provincia di Alessandria (ivi 2014) e in vari  blog e riviste letterarie online. È membro della giuria del concorso G. Gozzano di Terzo (AL). Collabora con l’International Web Post con le rubriche PROPOSTE DI LETTURA, Rileggendo POESIA e Le traduzioni di POESIA. Pubblicazioni: Il tempo è slavina, ed. Lo Faro (Roma 1991) – silloge poetica; L’ultima chiusa, ed. Joker (Novi Ligure2007) – silloge poetica; La croce di Malta, puntoacapo (Pasturana2013) – romanzo breve; L’òm, l’a?i e ‘r pulóu, PiM ediz. (2016) – detti, proverbi e filastrocche in dialetto pontecuronese, con cenni di grammatica; Mattoni a vista, puntoacapo (Pasturana 2017) – silloge poetica; Senza margini d’azzurro, puntoacapo (Pasturana2019) – silloge poetica; La macchina del tempo, puntoacapo(Pasturana 2022) – silloge poetica, Pansele în p?har – Viole nel bicchiere, quindici poesie tradotte in lingua rumena a cura di Cosmopoli ed. (2023).

 

2 pensieri su “La parola ai poeti. Raffaele Floris

  1. S&R

    basta il coraggio antico
    di fermarsi, ogni tanto, per guardare
    il cielo e non pensare che le lacrime
    scendano invano.

    Versi che danno molto respiro.

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