Intervista a Franca Alaimo

di Luca Pizzolitto

“100 poesie”, la tua raccolta poetica, di imminente pubblicazione, racchiude poesie intense nella loro brevità, a differenza della tua opera precedente, in cui ti sei confrontata, da un punto di vista formale, con il poemetto. Quale di queste due modalità di scrittura senti più affine?

I “Sette poemetti” (l’opera che precede “100 poesie”) non costituiscono un caso isolato all’interno della mia scrittura poetica. Mi sono cimentata altre due volte nella forma del poemetto (“Samâdhi”, Bastogi 2000; “Giorni d’Aprile”, Fondazione Thule, 2002) e molte altre raccolte, in quanto ruotanti su un solo tema, possono definirsi poematiche, anche se composte da un certo numero di testi più o meno lunghi.
In altre raccolte, invece, sperimento la quartina o la folgorante forma compositiva degli haiku e dei tanka.
Mi piace, insomma, fare esperienza della parola. Però, non saprei dire quale delle due modalità di scrittura mi sia più congeniale. A pensarci bene, direi che è il mio ritmo interiore a dettare, pressoché inconsapevolmente,  il respiro, sintetico o effuso, dei versi che scrivo.

Quando e come nasce “100 poesie”? In quanto tempo lo hai scritto, rivisto, lasciato sedimentare, prima di darlo alle stampe?

In “100 poesie” sono stati riuniti testi che risalgono a periodi diversi. I più datati sono quelli che compongono la seconda sezione (la riflessione metapoetica è un tema comune all’interno della mia scrittura), scritti quasi venti anni addietro, mentre quelli della prima e terza sezione sono più recenti, se non recentissimi, tranne alcuni che ho ripescato da un file che raccoglie gli inediti.
Ovviamente, dovendo cucire insieme queste cento poesie, le ho rilette e spesso modificate, tagliando, aggiungendo, sostituendo, allo scopo di raggiungere una migliore e più unitaria veste formale. In questo senso molto utile è stato il confronto con il curatore della collana, il caro amico Luca Pizzolitto.

Quanto tempo occupa, nella tua quotidianità, la poesia? La lettura, lo studio, la scrittura?

Dedico quasi tutti i miei pomeriggi alla lettura e/o alla scrittura, o perché spinta dall’urgenza dei tempi di consegna di prefazioni e recensioni, che costituiscono per me un confronto e un’occasione di studio, o dalle passioni personali. In media, direi, tra le quattro e le cinque ore al giorno.

Tre poetesse/poeti (e relative opere) imprescindibili, secondo te, per chi si avvicina, ama o scrive poesia.

Trovo molto difficile scegliere solo tre poeti tra quelli imprescindibili. Per quello che mi riguarda, ne potrei contare almeno venti, compresi alcuni contemporanei.
Ma, dovendo rispettare il numero richiesto, faccio tre nomi: Dante Alighieri, R. M. Rilke e Alejandra Pizarnik.
Il primo, Dante, perché con la sua celeberrima “Divina Commedia” ci offre un esempio di affresco epocale e insieme universale (dimostrando capacità di affondo nella psiche umana e nelle più complesse questioni filosofico-teologiche) e  di coraggiosa sperimentazione linguistica, cimentandosi in tanti registri lessicali.
Rilke (“Elegie duinesi”), indagatore del mistero della vita e della morte, che fa della poesia lo strumento di sublimazione del dolore.
Infine, Alejandra Pizarnik (“La figlia dell’insonnia”), poeta della tenerezza e del terrore, consumata dalla vertigine del nulla, che indaga la frattura incolmabile tra la lingua e la realtà che nomina, una volta frantumatosi lo stupore dell’età infantile.

Franca Alaimo

Nata a Palermo nel 1947, esordisce come poeta nel 1991 con Impossibile luna (Antigruppo Siciliano), a cui seguiranno altre venti sillogi, le più recenti delle quali sono: Elogi, (Ladolfi 2018); sacro cuore, (Ladolfi 2020), Oltre il bordo, (Macabor 2020), 7 poemetti, (InternoLibri 2022), Pentru Altundeva, (Cosmopoli 2022). Sul sito La Recherche ha pubblicato quattro e-book (tre sillogi poetiche ed un epistolario). Ha collaborato con P. Terminelli nella redazione della rivista L’involucro, con T. Romano in quella di Spiritualità & Letteratura, e con Maggiani e Brenna, direttori della rivista online La Recherche. Attualmente dirige la collana poetica per le edizioni Spazio-Cultura, Palermo. Ha tradotto dall’inglese due brevi sillogi di Peter Russell. Ha pubblicato saggi sulla poesia di D. Cara, T. Romano, G. Rescigno, L. Luisi, F. Loi, l’Antigruppo siciliano, V. Fabra, e centinaia di recensioni sulla produzione dei poeti contemporanei. È presente in molte antologie (Newton Compton, LietoColle, Aragno, l’Arca Felice, etc..) e riviste (tra le quali, Poesia di Crocetti, Atelier, Italian Poetry Review, Il Portolano, Poeti e poesia) e storie della letteratura contemporanea, tra le quali Insulari. Romanzo della letteratura siciliana, a cura di Stefano Lanuzza (Stampa Alternativa, 2009). Nel 2018 ha curato per l’editore Ladolfi, insieme a Antonio Melillo, l’antologia L’eros e il corpo. Un’auto-antologia è uscita nel 2017 sul sito online Bomba Carta, gestito da Liliana Porro e Elio Andriuoli. È autrice di tre romanzi: L’uovo dell’incoronazione (Serarcangeli 2001); Vite Ordinarie, (Ladolfi 2018); La gondola dei folli (Spazio Cultura). Alcuni suoi testi sono stati tradotti in varie lingue (tedesco, spagnolo, inglese, cinese). Nel 2020 Bonifacio Vincenzi le dedica una monografia, che inaugura una collana sulla poesia insulare. È stata recentemente inserita in Dizionario critico della poesia italiana (1945-2020), a cura di Mario Fresa (Società Editrice Fiorentina 2021) e in Contemporary sicilian poetry, a cura di Ana Ilievska e Pietro Russo (Italica Press, New York, 2023). Gestisce la rubrica “Fulgore e poesia” per la rivista letteraria “L’estroverso”, diretta da Grazia Calanna.

Come attraverso l’oscurità
lei ci fa chiaro. E con noi
attende che, slargando il cuore,
qualcosa ci giunga da quel segreto
di noi come piena di vento una foglia
che ascenda lenta nell’aria
e ricadendo conservi della grazia
il ricordo. Più non sapremo.
L’angelo ha già l’indice sulla bocca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *